Pentagono sta armando gli alleati mediorientali per la lotta contro l’ISIS

Pubblicato il 5 gennaio 2018 alle 7:17 in USA e Canada

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L’amministrazione Trump sta spendendo centinaia di milioni di dollari per armare gli alleati mediorientali e nordafricani, al fine di eliminare definitivamente la minaccia dell’ISIS.

In un articolo pubblicato su al-Monitor, Jack Detsch spiega che, con la sconfitta militare in Siria e in Iraq, i militanti dello Stato Islamico superstiti si stanno spargendo nei Paesi vicini e verso il Nord Africa, dove sperano di trovare rifugi sicuri per continuare le loro attività terroristiche. Così, il Pentagono sta distribuendo pacchetti di armi alle forze armate giordane e libanesi, affinché queste salvaguardino i propri territori da infiltrazioni dell’ISIS. Il Dipartimento della Difesa, spiega Detsch, sta altresì equipaggiando le unità di forze speciali nordafricane, in Marocco e in Tunisia, alla luce dei crescenti ritorni dei foreign fighter nella regione. I soldi utilizzati fanno parte dell’aumento di 600 milioni di dollari applicato al bilancio per le spese militari straniere da quando Donald Trump ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017. Al momento, riferisce l’autore, non è ancora chiaro se la crescita di aiuti militari rappresenta un cambiamento rispetto all’amministrazione Obama, la quale mirava ad addestrare le forze di sicurezza locali affinché diventassero autonome. Tuttavia, i soldi utilizzati dal Pentagono per gli aiuti stranieri sono stati autorizzati dalla Sezione 333 del bilancio della difesa statunitense del 2016.

Lo scorso ottobre, la Difesa americana ha fornito armi del valore di 19 milioni di dollari al governo giordano, tra cui razzi e pistole con visione notturna. Lo stesso mese, il Pentagono ha inviato 120 milioni di dollari al Libano per incrementare lo sviluppo della sua aviazione, ha assistito la Tunisia fornendo elicotteri da guerra, e ha equipaggiato alcune unità di forze speciali marocchine. Nei prossimi mesi, la Casa Bianca prevede di assistere anche altre unità di forze speciali in Nord Africa, per far sì che siano pronte ad affrontare il ritorno dei foreign fighter dalla Siria e dall’Iraq. Ad avviso di Detsch, gli aiuti forniti alla Giordania e al Libano potrebbero rafforzare le posizioni dei due Paesi nell’ambito della lotta del terrorismo nella regione, dal momento che, oltre agli ultimi finanziamenti, la Giordania riceve circa 1 miliardo di dollari dagli USA, mentre il Libano 1,4 miliardi annui.

Intanto, la scorsa settimana, il capo del Comando Centrale statunitense, il generale Joseph Votel, ha reso noto che gli Stati Uniti stanno sviluppando un programma di formazione per le guardie di confine siriane curde e arabe, volto ad evitare che i combattenti dello Stato Islamico si raggruppino nuovamente nel Paese. Volter ha altresì spiegato che si tratta di un progetto che potrebbe comportare un impegno americano a lungo termine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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