Nigeria: attacco suicida nel nord-est del Paese

Pubblicato il 4 gennaio 2018 alle 13:11 in Africa Nigeria

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Un attacco suicida ha colpito una moschea nel nord-est della Nigeria, nella città di Gamboru, al confine con il Camerun, causando la morte di 11 persone.

Secondo quanto riportato dai testimoni, l’esplosione, avvenuta mentre i fedeli si raccoglievano per la preghiera del mattino, ha distrutto completamente la moschea, incendiandola. Al momento, nessun gruppo ha rivendicato l’attacco, ma è molto probabile che sia stata opera di Boko Haram, il quale compie continuamente attentati in quell’area della Nigeria. Nei giorni passati, l’esercito nigeriano ha reso noto che più di 700 persone, precedentemente rapite dai jihadisti, sono riuscite a fuggire.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze. Il 23 agosto 2017, l’UNICEF ha reso noto che il numero di minori kamikaze utilizzati da Boko Haram è quadruplicato dall’inizio dell’anno a oggi, rispetto ai dati del 2016. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, dal primo gennaio 2017, 83 minori sono stati obbligati a farsi saltare in aria nel nord-est della Nigeria. Di questi, 55 erano bambine, spesso al di sotto dell’età di 15 anni, 27 erano maschi e uno era un neonato, che è stato fatto esplodere mentre era in braccio a una ragazzina.

Il primo gennaio 2018, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha ribadito che, secondo la sua amministrazione, il gruppo terroristico Boko Haram è stato tecnicamente sconfitto, ammettendo tuttavia che “nemmeno le migliori forze di polizia potrebbero sventare determinati attacchi criminali”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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