Yemen: decine di morti in 48 ore

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 15:43 in Medio Oriente Yemen

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Almeno 14 civili e 11 ribelli Houthi sono stati uccisi in un attacco della coalizione, a guida saudita, che, martedì 26 dicembre,ha colpito un mercato di un villaggio situato vicino alla città di Taiz. Il giorno precedente, lunedì 25 dicembre, i bombardamenti hanno causato la morte di 7 civili.

Martedì 26 dicembre, un attacco della coalizione ha colpito un mercato, situato nei pressi di Taiz, una città che si trova sotto il controllo delle forze fedeli al presidente Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dalla coalizione, causando la morte di 25 persone e il ferimento di 16 civili. Secondo fonti locali, il raid avrebbe dovuto aiutare le forze di Hadi nella rivolta contro gli Houthi nel villaggio di Al-Haima, situato a nord-est di Taiz, ma avrebbe sbagliato obiettivo.

Lo stesso giorno, gli attacchi aerei della coalizione hanno ucciso 22 ribelli, nei pressi del porto di Hodeida, che sorge sulle rive del mar Rosso. Il raid ha colpito i rinforzi mandati nel territorio dagli Houthi e provenienti da Sanaa, la capitale dello Yemen, che si trova sotto il controllo dei ribelli.

Precedentemente, lunedì 25 dicembre, decine di persone sono morte a causa dei raid e degli scontri tra le forze del presidente Hadi e gli Houthi. Secondo quanto riferito da un testimone, nei pressi della capitale dello Yemen, un attacco della coalizione araba ha causato la morte di 7 membri della stessa famiglia, tra i quali donne e bambini.

Gli scontri tra i ribelli e la coalizione araba si sono intensificati dal 19 dicembre, quando l’Arabia Saudita ha intercettato un missile balistico nei cieli di Riad. Si è trattato del terzo lancio di missili balistici da parte degli Houthi contro il territorio saudita dall’inizio di novembre 2017. Il 4 novembre, un razzo era stato tirato verso un’area nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale della capitale saudita, suscitando le ire del governo contro l’Iran, accusato di aver aiutato i ribelli sciiti ad effettuare il lancio, commettendo un atto di guerra. Il secondo missile, lanciato l’1 dicembre verso la città di Khamis, era stato intercettato dall’aeronautica. L’Arabia Saudita sospetta che l’Iran, in quanto sostenitore dei ribelli Houthi, li stia armando, fornendo loro missili ed altre attrezzature di guerra, nonostante Teheran abbia sempre respinto tali accuse.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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