IOM: individuati i fattori che accrescono la vulnerabilità dei migranti

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 7:28 in Europa Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha pubblicato un report in cui rende noto che esistono specifici fattori di rischio legati alla crescente vulnerabilità dei migranti, sempre più esposti allo sfruttamento, alla violenza, e agli abusi perpetrati dai trafficanti di esseri umani.

Il documento, intitolato, Migrant Vulnerability to Human Trafficking and Exploitation: Evidence from the Central and Eastern Mediterranean Migration Routes, analizza tali fattori di rischio nel corso dei due anni passati, basandosi sui dati raccolti su 16,500 migranti in sette Paesi diversi. Mentre altri studi dell’IOM hanno individuato le tratte migratorie più pericolose, questo ultimo report è il primo ad identificate le cause della crescente vulnerabilità dei migranti. Il capo della Migrant Assistance Division, Anh Nguyen, spiega che l’analisi effettuata permette identificare quali sono gli elementi di criticità, in modo da aiutare le autorità dei Paesi interessati ad intervenire per migliorare la situazione.

Il documento rivela che i migranti che viaggiano lungo la tratta del Mediterraneo Centrale, ad esempio, sono più a rischio di finire nelle mani dei trafficanti e di subire abusi, rispetto a quelli che attraversano in Mediterraneo orientale. Inoltre, i rifugiati dell’Africa occidentale sono più vulnerabili ai traffici dei migranti provenienti da altri Stati. In generale, la presenza di un conflitto nel Paese di origine aumenta il pericolo di sfruttamento e abusi durante gli spostamenti. Gli individui che viaggiano da soli, per di più, rischiano maggiormente di coloro che si muovono in gruppo e, più lungo è il tragitto che le persone compiono, più salgono i rischi di incorrere in trafficanti. Infine, il report rende noto che i fattori che determinano la vulnerabilità dei bambini migranti sono simili a quelli che riguardano gli adulti. La Libia viene individuata come un Paese estremamente pericoloso, che costituisce il fulcro degli attuali flussi migratori. In seguito alla caduta del regime di Muammar Gheddafi, nell’ottobre del 2011, il Paese nordafricano non ha mai effettuato una transizione democratica e, ancora oggi, si trova diviso in due governi rivali, uno insediato a Tobruk e sostenuto da Egitto e Russia, e uno insediato a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia. L’instabilità politica e il caos generale hanno permesso ai trafficanti di esseri umani di portare avanti indisturbati le proprie attività, e ai gruppi terroristici di controllare alcune porzioni territoriali.

Nelle conclusioni, l’IOM fornisce raccomandazioni alle autorità dei Paesi maggiormente coinvolti per migliorare la sicurezza dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa. Tra le misure consigliate ci sono meccanismi di identificazione della vulnerabilità dei migranti che siano in grado di differenziare il grado di rischio corso tra gli uomini, le donne, i bambini e le bambine, andando a ipotizzare a quale tipo di sfruttamento potrebbero essere più esposti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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