Tunisia: arrestati 5 terroristi

Pubblicato il 26 dicembre 2017 alle 7:04 in Africa Tunisia

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Il Ministero dell’Interno tunisino ha annunciato l’arresto di 2 persone definite “terroristi” nel governatorato di Kasserine, situato nel territorio centro-occidentale del Paese, e di altri 3 estremisti nel governatorato di Jendouba, situato nel nord-ovest della Tunisia.

Lunedì 25 dicembre, le unità della Guardia nazionale tunisina hanno arrestato 2 uomini nel governatorato di Kasserine, dopo avergli teso un’imboscata nell’area montuosa, e hanno sequestrato le armi, le munizioni e i telefoni cellulari in loro possesso. Secondo quanto riferito dal Ministero, “i due uomini, insieme ad altri elementi, avevano ripetutamente intimidito coloro che vivono nei villaggi vicini alle montagne”. Gli uomini sarebbero stati portati di fronte al polo giudiziario antiterrorismo che si occupa di indagare i casi di terrorismo.

Il Ministero dell’Interno ha altresì annunciato l’arresto di “altri tre takfir nella regione di Jendouba, nella zona occidentale del Paese, perché avevano pubblicato sui loro account Facebook immagini e video che incitano al terrorismo e perché avevano contatti con i takfir sia all’interno sia all’esterno del Paese”. Il termine “takfir” fa riferimento agli estremisti islamici. Le 3 persone fermate dalle autorità tunisine sono sospettate di “essere membri di un’organizzazione terroristica”.

Recentemente, nelle alture del governatorato di Kasserine si sono verificati numerosi scontri tra le forze di sicurezza tunisine e i gruppi armati affiliati ad Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI), un gruppo terrorista jihadista, attivo nell’area sahariana e saheliana, e allo Stato Islamico. La minaccia del terrorismo è molto alta in Tunisia, soprattutto al confine con la Libia, nonostante il Paese stia conducendo una rigida campagna anti-terrorismo al fine di innalzare i livelli di sicurezza in tutto il Paese. Proprio per far fronte a questa minaccia, all’inizio del 2018 la Tunisia inizierà l’installazione di un sofisticato sistema elettronico al confine con la Libia. Ciò fa parte del piano del potenziamento della difesa della sicurezza dei confini meridionali del Paese, che mira a impedire l’infiltrazione dei terroristi dalla Libia e a limitare le attività di contrabbando. Già il 4 febbraio 2016, la Tunisia aveva completato la costruzione di una barriera alla frontiera libica, composta da fossati, muri di sabbia e filo spinato per contrastare le attività terroristiche e il contrabbando di armi.

Un’altra minaccia in Tunisia è costituita dal ritorno dei foreign fighters tunisini che negli ultimi anni sono partiti alla volta della Siria e dell’Iraq. Secondo le stime del Soufan Group, nell’ottobre del 2015, 6,000 combattenti tunisini erano presenti in Medio Oriente, costituendo il gruppo di foreign fighters più numeroso rispetto a tutti gli altri Paesi. Due Nel 2016, due degli attentati terroristici che hanno colpito l’Europa, rivendicati dallo Stato Islamico, sono stati commessi da cittadini tunisini. Il primo si è verificato Il 14 luglio 2016, ed è stato commesso dal 31enne Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente a Parigi, che ha falciato la folla presente sulla promenade di Nizza, uccidendo 86 persone e ferendone 458. Il secondo attentato, invece, si è verificato il 19 dicembre a Berlino, per mano del giovane 24enne tunisino Anis Amri, che ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, travolgendo i mercatini di Natale presenti nella capitale tedesca.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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