Diamo la parola alla Corea del Nord: Niente armi biologiche e niente cyber-attacchi

Pubblicato il 21 dicembre 2017 alle 15:05 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord non sta sviluppando armi biologiche e non ha orchestrato l’attacco cibernetico Wannacry. Queste accuse sono solo tentativi degli Stati Uniti di demonizzarla e di rovesciare il regime di Kim Jong-un, secondo l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, la KCNA.

Il primo rapporto sulla Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicato lunedì 18 dicembre, accusa la Corea del Nord di essere impegnata a sviluppare armi chimiche e biologiche trasportabili dai missili. Pyongyang ha rifiutato questa accusa e l’Istituto per gli Studi Americani, affiliato al Ministero degli Esteri, ha affermato che “la Corea del Nord è uno stato membro della Convenzione sulle Armi Biologiche e rimane fedele ad essa nell’opporsi allo sviluppo, alla manifattura, alla conservazione e al possesso di armi biologiche”.

Le accuse provenienti da Washington sono “infondate”, secondo quanto riportato dalla KCNA, e rappresentano l’ennesimo tentativo degli Stati Uniti per isolare Pyongyang e giustificare le sanzioni e la pressione che essi pongono sul regime di Kim Jong-un. L’articolo si conclude ribandendo che “più gli Stati Uniti portano avanti la linea anti-Corea del Nord, più forte sarà la determinazione dell’esercito e del popolo nordcoreano nel vendicarsi”.

Un altro capo di accusa mosso dagli Stati Uniti nei confronti della Corea del Nord riguarda il cyber-attacco noto come WannaCry e Pyongyang si è discolpata anche su questo, affermando che si tratta di un tentativo degli Usa di demonizzarla.

WannaCry ha infettato circa 300 mila computer con sistema operativo Windows in 150 Paesi, a partire dal 12 maggio 2017, decriptando file personali degli utenti che sono poi stati ricattati per poterli riavere. Gli Stati Uniti, martedì 19 dicembre, hanno accusato la Corea del Nord di essere l’artefice dell’attacco cibernetico.

La KCNA riporta che la Corea del Nord non è coinvolta in alcun tipo di cyber-attacco e che le accuse mosse da Washington sarebbero “una grave provocazione politica volta a portare la comunità internazionale contro Pyongyang demonizzando un paese dignitoso”.

La Corea del Nord vive un momento di forte tensione ed è sottoposta a una serie di pacchetti di sanzioni delle Nazioni Unite approvate in risposta al suo sviluppo di un programma nucleare e missilistico culminato con il test del suo terzo missile balistico intercontinentale realizzato il 29 novembre. Il leader maximo nordcoreano, Kim Jong-un, ha dichiarato che il suo Paese ha raggiunto il pieno status di Nazione nucleare, sfidando apertamente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che ha risposto promettendo nuove e più aspre sanzioni. Tali provvedimenti non sono stati approvati in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove Cina e Russia si sono opposte favorendo una via orientata al dialogo con Pyongyang.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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