Onu: proposta guida costituzionale per la Siria

Pubblicato il 20 dicembre 2017 alle 22:02 in Medio Oriente Siria

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Le Nazioni Unite proporranno al regime e all’opposizione siriani una guida per le riforme costituzionali e una serie di date da seguire per l’organizzazione di nuove elezioni nel Paese, al fine di ravvivare le trattative di pace.

Secondo il segretario generale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, le Nazioni Unite devono essere in grado di stimolare una conversazione più ampia fra le due parti, poiché è necessario che il processo di riforme abbia il supporto di entrambi le parti coinvolte nelle trattative di pace di Ginevra. L’esito dell’ultimo round delle consultazioni, terminato giovedì 14 dicembre, è stato deludente. Il delegato sperava che gli incontri a Ginevra avrebbero prodotto almeno alcuni progressi dal punto di vista umanitario, ma non ci sono stati sviluppi né su quelli né sui progressi sullo status delle persone sfollate. De Mistura ha sottolineato che è fondamentale che la revisione e il rinnovo costituzionale siano guidati dai siriani, così che la Costituzione che ne risulterà sarà scritta nella sua totalità dalla Siria. L’Onu dovrà fornire delle specifiche in merito ai processi elettorali e costituzionali e al modo in cui questi si dovranno essere gestiti dal governo siriano, oltre alle misure riguardanti la strategia antiterroristica e la sicurezza interna.

I rappresentanti del presidente siriano, Bashar Al-Assad, hanno introdotto una nuova condizione, insistendo sull’idea che non ci dovrà essere alcun movimento politico fino a quando la sovranità non verrà recuperata e il terrorismo verrà sconfitto in tutto il territorio siriano. Secondo questo principio, tutte le riforme dovrebbero essere messe da parte per un lungo periodo e ciò preoccupa de Mistura.

Le trattative, cominciate il 28 novembre a Ginevra, sono bloccate sulla questione del futuro del presidente siriano. Il 24 novembre, l’opposizione siriana aveva chiesto le dimissioni di Al-Assad come condizione per creare lo Stato della Siria dopo la fine della guerra civile. Damasco ha visto questa richiesta come una sorta di passo indietro nelle trattative e, per questo motivo, la delegazione del regime aveva deciso di non partecipare alla prima giornata di colloqui per la pace, arrivando a Ginevra solamente il giorno successivo. Le trattative sono cominciate il 30 novembre, ma le due parti non hanno condiviso il tavolo dei negoziati, incontrando de Mistura in due stanze separate. Secondo il capo della delegazione del governo siriano, Bashar Al-Jaafari, le trattative sarebbero fallite poiché i Paesi occidentali e l’Arabia Saudita avrebbero ostacolato i processi di pace, facendo riferimento al fatto che l’incontro dell’opposizione del 24 novembre si è tenuto a Riad. Al-Jaafari ha anche sottolineato che, fino a quando la precondizione imposta dall’opposizione siriana, ossia le dimissioni di Al-Assad, non fosse stata ritirata, il regime non avrebbe acconsentito a trattative dirette con la controparte.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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