Trump annuncia la strategia per la sicurezza nazionale

Pubblicato il 19 dicembre 2017 alle 10:34 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha presentato la National Security Strategy (NSS), la strategia per la sicurezza nazionale, lunedì 18 dicembre, presso il Ronald Reagan Building, a Washington.

Gli ufficiali dell’amministrazione hanno spiegato che il documento è stato redatto sulla base dei discorsi fatti da Trump nel corso della campagna elettorale del 2016, e nelle vesti di presidente presso l’Onu e durante i viaggi all’estero, in Europa e in Asia. Come si legge sul sito della Casa Bianca, la strategia si articola in 4 pilastri, considerati interessi vitali per il Paese:

  1. La protezione della nazione, dei cittadini e del modus vivendi americano
  2. La promozione della prosperità americana
  3. La preservazione della pace attraverso la forza
  4. L’espansione dell’influenza americana.

Tali pilastri comprendono diversi elementi, quali la lotta al jihadismo, l’esplorazione spaziale, la proliferazione nucleare e le pandemie.  Il filo conduttore che lega i quattro punti insieme agli elementi è l’idea che ci sia il ritorno del principio del realismo, ovvero dell’aperta competizione tra le superpotenze. La strategia è descritta “realista” in quanto tiene conto della competizione globale e del ruolo centrale delle potenze negli affari mondiali, sostenendo che l’esistenza degli Stati sovrani è vitale per un mondo pacifico. In particolare, il documento fa riferimento alla Cina e alla Russia, ritenute determinate a rendere le loro economie meno libere e rispettose delle regole mondiali, a far crescere gli eserciti e a controllare le informazioni e i dati per espandere la loro influenza. I due Paesi, come si legge sul fascicolo della strategia, “vogliono modellare il mondo in antitesi ai valori e agli interessi americani”. A tal fine, la Cina sta cercando di disorientare Washington per imporre il proprio modello economico e per riordinare i rapporti nella regione indo-asiatica a suo favore. Dall’altra parte, la Russia sta cercando di ristabilire lo status di superpotenza e affermare l’influenza nei pressi dei confini territoriali. Nonostante ciò, la Casa Bianca afferma che esistono possibilità di cooperazione con entrambi gli Stati.

In un articolo pubblicato su The National Interest, Dave Majundar spiega che l’amministrazione Trump sembra aver compreso che i potenziali rivali degli USA, quali la Russia e la Cina, non sfideranno mai apertamente la forza americana, ma cercheranno di sfruttare i suoi punti deboli. Per evitare che ciò accada, gli ufficiali della Casa Bianca stanno esaminando diversi modi per controbilanciare tali debolezze e far sì che i contrasti con Pechino, Mosca e altri eventuali competitors vengano articolati secondo i termini statunitensi. Più semplicemente, l’amministrazione Trump farà in modo che gli interessi americani vengano sempre difesi in qualsiasi contesto.

Il New York Times nota che, mentre la denuncia dello status dell’economia cinese è stata più volte effettuata dallo stesso Trump, la descrizione della minaccia russa sembra essere in contrasto con la sua posizione nei confronti del leader del Cremlino, Vladimir Putin. Nel corso degli interventi passati, nonostante Trump abbia più volte riferito che Pechino e Mosca stanno cercando di espandere la propria influenza per sfidare gli Stati Uniti, non ha mai fatto riferimento alla questione del Russiagate, ovvero alle interferenze russe nella campagna elettorale del 2016 che avrebbero danneggiato l’allora candidata democratica, Hillary Clinton, per favorire Trump. Al contrario, durante il discorso di lunedì, il presidente ha preferito concentrarsi sull’ultima telefonata avuta con Putin, domenica 17 dicembre, in occasione della quale il leader del Cremlino ha ringraziato gli USA e la CIA per le informazioni rivelate che hanno permesso alle autorità russe di sventare un imminente attacco terroristico dell’ISIS che avrebbe dovuto colpire San Pietroburgo nel corso del fine settimana passato.

In conclusione, tali discordanze tra i discorsi di Trump e l’analisi effettuata all’interno del documento dell’amministrazione, spiega il quotidiano americano, mettono in luce le difficoltà riscontrate dai consiglieri per la sicurezza del presidente nel sviluppare una strategia in grado di superare l’approccio tavolta imprevedibile di Trump.

Finora, la strategia della sicurezza nazionale era sempre stata elaborata dal Congresso. Trump, invece, ha rotto la tradizione, distanziandosi dai suoi predecessori, e ha voluto annunciare lui stesso il documento. Secondo il suo staff, tale scelta dimostra l’entusiasmo del presidente e la sua approvazione del lavoro dei suoi consiglieri per la sicurezza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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