Arabia Saudita: intercettato missile dallo Yemen

Pubblicato il 19 dicembre 2017 alle 17:05 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La coalizione saudita, in lotta contro i ribelli sciiti Houthi dello Yemen, ha intercettato un missile balistico nei cieli della capitale, Riad.

Il portavoce degli Houthi, Mohamemd Abdul Salam, ha riferito al canale televisivo del movimento, Almasirah, che, il 19 dicembre, i ribelli hanno lanciato un missile Volcano H-2 contro il palazzo reale di Yamama, la residenza ufficiale di re Salman. L’attacco è avvenuto qualche ora prima dell’annuncio annuale del budget del Paese in una conferenza stampa che doveva tenersi al palazzo. Le forze armate di Riyad sono riuscite a intercettare il missile, proveniente dallo Yemen, riporta Al Jazeera in inglese.

Si tratta del terzo attacco mediante missili balistici da parte degli Houthi dall’inizio di novembre 2017. Il 4 novembre, un razzo è stato lanciato verso un’area nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale della capitale saudita, suscitando le ire del governo contro l’Iran, accusato di aver aiutato i ribelli sciiti ad effettuare il lancio, commettendo un atto di guerra. Il secondo missile, lanciato l’1 dicembre verso la città di Khamis, era stato intercettato dall’aeronautica. L’Arabia Saudita sospetta che l’Iran, in quanto sostenitore dei ribelli Houthi, li stia armando, fornendo loro missili ed altre attrezzature di guerra. Questo sospetto è stato rafforzato quando, durante una conferenza stampa tenutasi il 14 dicembre a Washington, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha mostrato resti di missili lanciati verso il Paese saudita che, secondo l’amministrazione americana, erano di fattura iraniana. In realtà, non è stato possibile dimostrare quando e se l’Iran abbia effettivamente fornito questi razzi ai ribelli. Alla conferenza, gli ufficiali della difesa hanno affermato solamente che i resti mostrati hanno delle parti che potrebbero rifarsi al design dei modelli dei missili israeliani. Se venisse confermato che l’Iran sta fornendo missili e altri armamenti allo Yemen, Teheran si troverebbe in violazione dell’Accordo nucleare raggiunto il 14 luglio 2015 con la comunità internazionale, che limita la vendita e la produzione di armi a testata nucleare.

 Il governo di Teheran inizialmente ha respinto le accuse e, in un secondo momento, ha richiesto che i razzi venissero inviati in Iran per poter essere riesaminati.

Lo Yemen è diviso dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Le fazioni rivali sono quella degli Houthi, che hanno la propria base nella capitale Sana’a, e le forze del governo del presidente Mansour Hadi, l’unico leader del Paese riconosciuto a livello internazionale, che è stato però deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015. La guerra civile, pertanto, prosegue da più di due anni. Il 6 novembre 2017 Riyad ha chiuso tutti gli accessi al Paese, via terra, aria e mare, facendo sprofondare lo Yemen nella peggiore crisi umanitaria del mondo. Questa decisione è stata adottata per contrastare l’invio di armi da parte dell’Iran in supporto dei ribelli. Sono almeno 10.000 le vittime di questo conflitto e due milioni le persone dislocate a causa dei continui attacchi fra le due fazioni. La situazione è peggiorata dopo che, il 4 dicembre 2017, i ribelli Houthi hanno ucciso l’ex presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh. La settimana passata, il governo saudita ha permesso l’entrata di aiuti umanitari per la prima volta dopo tre settimane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.