Sbarchi in Europa: le ultime stime dell’IOM

Pubblicato il 18 dicembre 2017 alle 12:21 in Europa Immigrazione

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Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 13 dicembre 2017, sono giunti in Europa 167,724 migranti via mare. Tale dato segna una diminuzione importante rispetto ai 358,018 stranieri approdati nel continente europeo attraverso il Mediterraneo, nello stesso periodo del 2016. I principali Paesi di primo approdo sono l’Italia, la Spagna, la Grecia e Cipro.

Il 70% dei 167,724 arrivi, pari a 118,064, si è verificato in Italia, dove nel 2016 sono giunti complessivamente 181,436 stranieri via mare. Dal momento che mancano due settimane alla fine dell’anno, l’IOM prevede che le stime del 2017 saranno minori rispetto a quelle dell’anno precedente. Il Ministero dell’Interno riferisce altresì che, nel corso dei primi 13 giorni di dicembre, sono sbarcati sul territorio italiano meno di 80 migranti al giorno, un numero nettamente inferiore rispetto ai 260 arrivi giornalieri nel dicembre 2016 e ai 310 sbarchi quotidiani del 2015. Il 18 dicembre, invece, sono stati fatti sbarcare a Pozzallo 320 clandestini, soccorsi dalla nave Aquarius al largo delle coste libiche nei giorni passati.

Per quanto riguarda la Spagna, l’IOM riferisce che, entro il 13 dicembre, le autorità di Madrid hanno registrato l’arrivo di 20,473 stranieri via mare. Nel corso della settimana passata, 4 stranieri sono morti nella tratta del Mediterraneo Occidentale, mentre nessun decesso è avvenuto nella rotta del Mediterraneo Centrale, tra l’Italia e la Libia.

Sempre tra il primo gennaio e il 13 dicembre 2017, la Grecia ha accolto 28,174 migranti, segnando una netta diminuzione rispetto agli oltre 172,000 sbarchi del 2016. L’IOM ha riferito altresì che, la scorsa settimana, si sono verificati almeno cinque incidenti al largo delle isole di Lesvos, Samos e Leros, che hanno necessitato dell’intervento di operazioni di salvataggio e ricerca. La Guardia Costiera Ellenica è riuscita a soccorrere circa 200 migranti, trasferendoli nelle tre isole.

Infine, a Cipro, sono giunti complessivamente 1,607 persone via mare.

La Libia, da anni, costituisce il principale porto di partenza dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo. In seguito alla caduta del regime di Muammar Gheddafi, nell’ottobre del 2011, il Paese non ha mai effettuato una transizione democratica e, ancora oggi, si trova diviso in due governi rivali, uno insediato a Tobruk e sostenuto da Egitto e Russia, e uno insediato a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia. L’instabilità politica e il caos generale hanno permesso ai trafficanti di esseri umani di portare avanti indisturbati le proprie attività, e ai gruppi terroristici di controllare alcune porzioni territoriali. Alla luce della crisi migratoria degli ultimi anni, dall’inizio del 2017, l’Unione Europea, e soprattutto il governo italiano, hanno dato la priorità al raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. L’Italia, in particolare, ha concluso una serie di accordi con le autorità di Tripoli, che hanno portato a una significativa diminuzione degli sbarchi dalla Libia nel corso dei mesi estivi, seppur registrando l’apertura di nuove tratte minori dalla Tunisia e dall’Algeria.

Il 12 dicembre, Amnesty International ha accusato i governi europei di essere complici dei trattamenti disumani subiti dai migranti nei centri di detenzione in Libia, soprattutto attraverso l’assistenza alla Guardia Costiera libica, collusa con i trafficanti di esseri umani. Dall’altra parte, il ministro degli esteri di Tripoli, Mohamed Taher Siala, ha riferito che quanto detto dall’organizzazione umanitaria non è giusto, in quanto la situazione migratoria in Libia è molto complicata.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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