Libano: rifugiati siriani in condizioni di estrema povertà

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 15:32 in Libano Siria

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Aumenta l’indigenza di gran parte dei rifugiati siriani in Libano: nel 2017 il 58% di loro verte in condizioni di povertà assoluta.

Dallo scoppio della guerra civile in Siria, il 15 marzo 2011, oltre metà della popolazione siriana ha progressivamente lasciato il Paese e cercato rifugio in quelli circostanti. Tra le mete scelte nel corso degli ultimi sei anni dagli sfollati, sono più di un milione coloro che hanno trovato riparo in Libano.
Da marzo 2011 a oggi, i rifugiati siriani in Libano hanno inoltre conosciuto un forte incremento della povertà: se la stragrande maggioranza vive al di sotto della soglia di povertà, è oltre la metà di loro – con esattezza il 58% dei nuclei familiari – che vive allo stato attuale in condizioni di miseria estrema. A denunciare la situazione è stata venerdì 15 dicembre 2017 l’UNHCR, ossia l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Stando a quanto ha reso noto l’UNHCR, oltre un milione di siriani hanno cercato rifugio in Libano fin dallo scoppio delle proteste contro il governo centrale del presidente Bashar al-Assad, che si sono inserite nel contesto più ampio di insorgenze nate dalla primavera araba.
L’afflusso di massa ha messo a dura prova il Libano, un Paese di appena quattro milioni di abitanti che già prima dell’ondata migratoria aveva serie difficoltà a ripartire equamente le poche risorse disponibili sul territorio.
Secondo il recente rapporto dell’UNHCR, oggi il 58% dei rifugiati siriani in Libano si sostenta con meno di 2,87 dollari pro capite al giorno. Ciò significa che dal 2016 a oggi, nell’arco di un anno di tempo, la povertà tra gli sfollati ha subito un incremento ulteriore colpendo il 5% in più delle famiglie censite. Il censimento annuale ha infatti riscontrato che nel 2017 il 76% dei rifugiati siriani vive al di sotto della soglia di povertà, ossia con meno di 3,84 dollari pro capite al giorno, e che quasi il 90% dei rifugiati si trova in condizioni di debito e insolvenza.

Il quadro è delineato drasticamente da Mireille Girard, rappresentante dell’UNHCR in Libano. Secondo lei, i rifugiati siriani nel Paese stanno “a malapena tirando a campare”; inoltre, quasi tutte le famiglie sono estremamente vulnerabili e dipendono in larga parte dagli aiuti economici stanziati dalla comunità internazionale.
Un aspetto positivo emerso dal sondaggio riguarda invece la scolarizzazione dei bambini in età compresa tra i 6 e i 14 anni: il 70% di loro nel 2017 è risultato regolarmente iscritto presso istituti scolastici. Un passo avanti deciso, considerando che nel 2016 la percentuale di figli dei rifugiati scolarizzati rasentava scarsamente il 50%.
Tuttavia, nel rapporto si è stimato che solo il 12% degli adolescenti siriani è riuscito a portare a termine il percorso scolastico.

Oltre 340mila persone sono state uccise in Siria dall’inizio della guerra civile, e più di 5 milioni hanno lasciato le proprie abitazioni e si sono rifugiati in altri Paesi. Dopo sei incessanti anni di battaglie, ampie porzioni dello Stato sono ora sotto il controllo del governo, e negli ultimi mesi si è aperta la discussione inerente all’eventuale inizio del processo di rimpatrio dei rifugiati dal Libano alla Siria. Tuttavia, le organizzazioni e i gruppi umanitari hanno sostenuto che sia ancora troppo presto per dare il via all’operazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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