Disarmo in Messico: 150 dollari per una pistola

Pubblicato il 17 dicembre 2017 alle 6:05 in America Latina Messico

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Il ministero della difesa messicano ha lanciato una serie di campagne di disarmo “depistolización” in tutto il paese, con il chiaro obiettivo di ridurre il numero di armi in circolazione per il paese, che soffre un’ondata di violenza senza precedenti e che concluderà il 2017 con il numero di morti annui per arma da fuoco più alto della sua storia.

La campagna si sta rivelando un successo parziale. I numeri, circa 1750 armi consegnate ogni mese in cambio di una somma in denaro variabile tra i 3000 e i 18000 pesos (da 150 a 950 dollari circa), sono quelli di un successo, ma a consegnare le armi sono per lo più anziani, ex militari, famiglie della piccola e della media borghesia che tenevano pistole e fucili per difendersi da eventuali attacchi di malviventi.

Il 32% delle armi raccolte negli ultimi cinque anni grazie alle campagne di disarmo proviene da Città del Messico, dove il governo municipale ha deciso di coinvolgere anche i bambini, offrendo giochi istruttivi e libri in cambio di pistole e fucili giocattolo.

Obiettivo delle campagne del ministero, tuttavia, sono i giovani “border line”, cioè emarginati ma non ancora entrati a far parte di alcuna gang, o, peggio ancora, di qualche cartello della droga. “La consegna delle armi è solo un primo passo – afferma un funzionario della difesa messicana – l’obiettivo è offrire ai giovani strade diverse rispetto alla delinquenza”.

La prima campagna di disarmo fu lanciata a Città del Messico nel 2012, dopo che una pallottola vagante aveva ucciso un bambino in un cinema del quartiere di Iztapalapa, uno dei più violenti e problematici della capitale.

La consegna di armi può svolgersi anche in forma assolutamente anonima e si avvale dell’appoggio della chiesa. Migliaia di armi, nei quartieri più a rischio, vengono raccolte dai preti che poi le consegnano alle delegazioni ministeriali.

Il disarmo è accompagnato da una forte campagna pubblicitaria, con volontari che ne spiegano scopi e modalità casa per casa, percorrendo il Messico da nord a sud. “Il programma, inoltre, è dissuasivo – assicura Pedro Arellano Aguilar, incaricato del disarmo del ministero delle politiche sociali – per ogni arma che viene consegnata, altre cinque smettono di essere utilizzate”. Secondo il funzionario messicano, infatti, molte persone decidono di non consegnare le armi, ma “le seppelliscono, le nascondono, le fanno sparire per paura del giudizio dei vicini che le hanno consegnate”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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