Perù: il presidente si appella al paese contro l’impeachment

Pubblicato il 16 dicembre 2017 alle 6:03 in America Latina Perù

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“La corruzione sistemica pretende di minacciare il nostro paese e la nostra democrazia. Compatrioti: non mi lascerò intimidire” – con queste parole il presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski si è rivolto al paese per affermare che non intende dimettersi.

Kuczynski è stato coinvolto nello scandalo Odebrecht, la tangentopoli latinoamericana che dal Brasile si sta espandendo in tutto il continente. L’attuale presidente del Perù era stato assunto come consulente dalla multinazionale brasiliana dopo aver lasciato il governo di Alejandro Toledo (latitante poiché coinvolto nella stessa inchiesta) nel 2006. 

Poche settimane fa la polizia peruviana ha perquisito la sede del partito Fuerza Popular, fondato da Keiko Fujimori, avversaria di Kuczynski alle ultime elezioni e figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori. Fuerza Popular avrebbe ricevuto finanziamenti illeciti da parte della Odebrecht per la campagna elettorale del 2011.

Fuerza Popular aveva reagito chiedendo alle istituzioni giudiziarie, economiche e amministrative del paese di rispettare l’equilibrio dei poteri, forte della maggioranza assoluta di cui gode in parlamento.

Il coinvolgimento del presidente nello stesso scandalo di corruzione per cui è stata perquisita la sede del partito fujimorista, ha riacceso la polemica tra il Capo dello Stato e Fuerza Popular, che ha chiesto le dimissioni di Kuczynski, in assenza delle quali ha minacciato di avviare le procedure di impeachment.

Per 24 ore il Perù ha vissuto nell’incertezza, in assenza di reazioni da parte del governo.

Kuczynski ha risposto giovedì 14 dicembre con un messaggio di tre minuti trasmesso a reti unificate. Ha chiesto alla procura di levare il segreto bancario sui suoi conti, per dimostrarne l’assoluta trasparenza ed ha aggiunto: “non abdicherò al mio onore e alle mie prerogative di presidente di tutti i peruviani, sono disposto a difendere la mia verità, ci è costato molto recuperare la democrazia, non la perderemo un’altra volta”.

Nel 1992, infatti, l’allora presidente Alberto Fujimori sospese le libertà costituzionali e governò da autocrate fino al 2000. Tutti i presidenti che si sono succeduti da quel momento in poi sono coinvolti nello scandalo Odebrecht. Alejandro Toledo è latitante negli Stati Uniti, Alán García è sotto inchiesta e Ollanta Humala, predecessore di Kuczynski, è in carcere. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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