L’ISIS minaccia gli Stati Uniti

Pubblicato il 15 dicembre 2017 alle 6:05 in Siria USA e Canada

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Lo Stato Islamico ha minacciato di attaccare gli Stati Uniti, in risposta alla decisione del presidente americano, Donald Trump, di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele, annunciata mercoledì 6 dicembre 2017.

La notizia è stata pubblicata giovedì 14 dicembre 2017 in due chat dell’account Telegram dell’organizzazione dal titolo “Wait for Us” (“Aspettateci”) e “ISIS in Manhattan”, nelle quali lo Stato Islamico ha mostrato immagini di Times Square, a New York, e di una cintura esplosiva. Nel messaggio si legge: “Realizzeremo altre operazioni nel vostro Paese fino alla fine e vi bruceremo con le fiamme della guerra che avete iniziato in Iraq, Yemen, Libia, Siria e Afghanistan. Aspettate. Il riconoscimento da parte del vostro cane Trump di Gerusalemme come capitale di Israele ci farà riconoscere gli esplosivi come capitale del vostro Paese”.

A novembre, l’ISIS aveva minacciato di colpire le città europee e americane, tra le quali New York, durante le festività natalizie e i giorni di Capodanno. Lo Stato Islamico è stato sconfitto a livello militare in Siria e in Iraq e si sta trasformando da organizzazione di insorti in un gruppo terroristico, la cui caratteristica è l’uso meno regolamentato della violenza.

Secondo quanto riferito dal coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, esiste anche la possibilità che l’organizzazione possa rinascere in altre parti del mondo, in cui ci sono “governi deboli”, come in Libia, o in Paesi in cui il governo non riesce a controllare tutto il territorio, come in Egitto. Il 3 dicembre 2017, il capo dell’Activation Committee of Security Services di Sirte, in Libia, Zarouk Asuiti, aveva affermato che lo Stato Islamico si sta riformando a sud della città.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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