Israele pronto a combattere la presenza iraniana in Libano

Pubblicato il 15 dicembre 2017 alle 10:28 in Israele Libano

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Il ministro israeliano per l’Intelligence, Yisrael Katz, ha dichiarato che agirà per prevenire la presenza militare iraniana in Libano.

Mercoledì 13 dicembre 2017, Katz ha affermato che Israele è consapevole del fatto che l’Iran stia costruendo un impianto di armi in Libano e ha dichiarato: “Abbiamo informazioni in merito al fatto che l’Iran sta costruendo un impianto di missili avanzati in Libano e voglio sottolineare che abbiamo tracciato una nuova linea rossa e non gli permetteremo di farlo, costi quel che costi”.

Katz ha riferito che Israele sta monitorando ciò che sta facendo l’Iran in tutta la regione e che il Paese è pronto ad “agire militarmente” preventivamente e ha aggiunto: “Più i missili di Hezbollah diventano precisi, più i raid di Israele diventeranno forti e di ampio raggio. Questa volta, tutto il Libano costituirà un obiettivo”. Il ministro fa riferimento alla guerra del Libano del 2006, combattuta tra Israele ed Hezbollah. In tale contesto, Katz ha dichiarato: “Ciò che è successo nel 2006 è una scampagnata in confronto a quello che possiamo fare. Rimanderemo il Libano all’età della pietra”. Il ministro ha altresì specificato: “Non vogliamo la guerra e non abbiamo alcun interesse nel distruggere il Libano, ma non accetteremo un assalto del Libano contro di noi”. In tal senso, Katz ha “recentemente suggerito al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di agire militarmente ed economicamente per potenziare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che era stata adottata all’unanimità dopo la guerra del Libano del 2006, di imporre sanzioni a Hezbollah e all’Iran e di intervenire militarmente nel caso di bisogno, sotto la guida degli Stati Uniti e con il consenso di Cina e Russia”.

Il ministro israeliano ha colto l’occasione per rinnovare il proprio invito rivolto al principe saudita, Mohammad bin Salman, a recarsi in visita in Israele. Katz ha proposto che l’Arabia Saudita possa sponsorizzare il processo di pace israelo-palestinese e ha sottolineato che Israele sarebbe felice di partecipare a tali negoziazioni. Da parte sua, in occasione del vertice straordinario dell’Organizzazione della Cooperazione islamica, che si è tenuta a Istanbul il 13 dicembre, il sovrano saudita, re Salman, aveva commentato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele affermando che i palestinesi hanno il diritto di riconoscere Gerusalemme est come capitale del futuro Stato della Palestina.

Il principe saudita condivide con gli Stati Uniti e Israele una forte posizione anti-iraniana. Recentemente, il 16 novembre, il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Gadi Eisenkot, aveva svelato che Israele sarebbe stato pronto a collaborare con l’Arabia Saudita, nonostante i due Paesi non abbiano relazioni diplomatiche, per affrontare i piani dell’Iran di “controllare il Medio Oriente”, con particolare riferimento all’espansione della presenza iraniana in Siria e in Libano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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