Casa Bianca smentisce affermazioni di Tillerson sul dialogo con la Corea del Nord

Pubblicato il 15 dicembre 2017 alle 6:01 in USA e Canada

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La Casa Bianca e del Dipartimento di Stato hanno smentito le affermazioni del segretario di Stato, Rex Tillerson, il quale, il 12 dicembre 2014, aveva affermato che gli Stati Uniti erano pronti a dialogare, senza precondizioni, con la Corea del Nord.

Quanto riferito da Tillerson sembrava essere un segnale di cambiamento nella politica dell’amministrazione ma, secondo quanto riferito da alcuni ufficiali vicini al presidente all’emittente americana CNN, “Pyongyang non ha ancora dimostrato di essere intenzionata a cambiare atteggiamento”. Essi hanno specificato che Trump sarà disposto a dialogare con la Corea del Nord, soltanto con il fine di denuclearizzare la penisola coreana ma, prima di tutto, il leader nordcoreano, Kim Jong-un, deve cessare le provocazioni e dimostrarsi disposto a interrompere lo sviluppo del programma nucleare e missilistico. Un portavoce del National Security Council ha specificato che, alla luce dell’ultimo lancio di Pyongyang, avvenuto il 29 novembre 2017, chiaramente non è ancora il momento per dialogare.

Ciò dimostra che, ancora una volta, persistono punti di disaccordo tra Tillerson e il resto dell’amministrazione Trump. Il primo ha sempre insistito sulla necessità di sedersi a tavolino con la Corea del Nord e trovare una soluzione attraverso i colloqui, mentre la seconda, soprattutto Trump, ha utilizzato toni più duri, minacciando di distruggere il regime nordcoreano se avesse continuato a costituire una minaccia per gli USA. 

L’ex direttore della sezione Asia del National Security Council, Evan Madeiros, ha notato che c’è confusione tra le visioni degli ufficiali dell’amministrazione. “Il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca dovrebbero essere sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda i negoziati con la Corea del Nord, quindi, se Washington non appoggia Tillerson, significa che il segretario di Stato sta provando a convincere l’amministrazione a iniziare i colloqui”, ha spiegato Madeiros.

Il 30 novembre 2017 i media americani avevano reso noto che gli ufficiali dell’amministrazione americana volevano sostituire Tillerson, probabilmente, con l’attuale direttore della CIA, Mike Pompeo. Lo stesso giorno, il New York Times aveva riportato che il piano per sostituire il segretario di Stato era stato elaborato dal capo di Stato maggiore della Casa Bianca, John Kelly, e che dovrebbe essere applicato entro l’inizio del 2018. Le motivazioni della decisione erano presumibilmente legate alle tensioni emerse tra il segretario di Stato e Trump circa diverse questioni, tra cui il patto nucleare iraniano, che il presidente ha de-certificato lo scorso 13 ottobre, e la crisi con la Corea del Nord. Era stato altresì riportato che Tillerson aveva dato dell’idiota a Trump, mentre quest’ultimo aveva criticato l’altro, accusandolo di sprecare tempo nel cercare un dialogo con la Corea del Nord. I giorni seguenti, tuttavia, la Casa Bianca ha smentito le indiscrezioni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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