Honduras: sale la tensione

Pubblicato il 14 dicembre 2017 alle 5:49 in America Latina America centrale e Caraibi

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Quasi tre settimane dopo le elezioni presidenziali in Honduras non si intravede ancora una possibilità via d’uscita alla crisi sorta nel paese per le denunce di frodi e brogli elettorali, mentre la tensione politica si acuisce a seguito del rimontaggio che ha confermato la vittoria del presidente uscente Juan Orlando Hernández.

Hernández ha superato di circa un punto percentuale il candidato dell’opposizione di sinistra Salvador Nasralla.

La cittadinanza, in piazza ormai da quasi venti giorni nonostante il coprifuoco, esige trasparenza e chiarezza nei risultati, sebbene molti considerino che sia già troppo tardi per far fronte alla perdita di credibilità da parte del Tribunale Supremo Elettorale (TSE), accusato anche dal terzo partito, i liberali, di asservimento ai voleri del presidente uscente. 

Agli occhi dell’opposizione e dei suoi elettori, il TSE non è altro che un’entità che risponde agli interessi di partito, in questo caso a quelli del filo-governativo Partito Nazionale, del quale è leader e candidato alla rielezione, il presidente Juan Orlando Hernández. 

Il TSE e il Partito Nazionale sono accusati di aver organizzato un vero e proprio “golpe elettorale” contro il candidato dell’Alleanza di Opposizione Salvador Nasralla, che assicura di avere vinto le elezioni del passato 26 novembre. 

La situazione si è complicata a tal punto che gli osservatori internazionali, compresa l’Organizzazione degli Stati Americani, dopo aver in un primo momento parlato di elezioni regolari e pulite, si rifiutano ora di certificare la trasparenza del processo, di cui ogni giorno emergono nuove consistenti irregolarità.    

In questo contesto, Convergenza contro la Continuità, un’organizzazione non governativa vicina all’opposizione ha lanciato un appello ad ignorare l’autorità del Tribunale elettorale e alla mobilitazione pacifica e permanente, fino a quanto non sia fatta luce sui risultati effettivi dello scrutinio.

Convergenza contro la Continuità ha sottolineato che non riconosce i risultati resi noti dal TSE ed ha denunciato inoltre che la candidatura alla rielezione di Hernández è incostituzionale, e anche per questo non può essere eletto presidente. 

Secondo molte forze di opposizione, infatti, il Tribunale, modificando l’interpretazione della Costituzione in favore di Hernández e permettendogli di correre per un secondo mandato, è incorso in un delitto, perdendo così il ruolo super partes che dovrebbe avere e guadagnandosi il più alto discredito davanti alla società honduregna.

Inoltre, l’opposizione esige che sia tolto il coprifuoco, ancora vigente in nove dipartimenti, e si indaghi sulla morte di sette persone e sugli incidenti accaduti nella capitale Tegucigalpa durante la Vicenza del coprifuoco.

Dall’altro lato, il Partito Nazionale ha fatto un appello ai suoi sostenitori a manifestare in appoggi della vittoria del loro candidato, “che rischia di essere rubata a causa delle manifestazioni popolari organizzate dalla sinistra e delle denunce di frode presentate dall’Alleanza”.

La conclamata debolezza delle istituzioni honduregne che si sta manifestando in queste settimane produce grande frustrazione nella società, angosciata da gravi problemi quali la povertà e la disoccupazione galoppante, in un paese che è secondo solo al vicino El Salvador per il numero di reati violenti commessi in proporzione alla popolazione.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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