Gerusalemme: l’Iran sostiene la Palestina

Pubblicato il 14 dicembre 2017 alle 10:23 in Iran Palestina

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Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha esortato tutti i Paesi musulmani ad adottare una posizione comune e a collaborare per difendere i diritti dei palestinesi contro la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Già prima che Rouhani rilasciasse tali dichiarazioni, in occasione del vertice di emergenza dell’Organizzazione della Cooperazione islamica che si è tenuto il 13 dicembre 2017 a Istanbul, il comandante delle Quds Forces, le forze speciali del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniana, il generale Qassem Soleimani, aveva offerto il “totale sostegno” dell’Iran ai palestinesi nella lotta contro la decisione di Trump.

Lunedì 11 dicembre 2017, Soleimani aveva offerto il proprio sostegno ai comandanti del Movimento per il Jihad islamico in Palestina e delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato di Hamas. In tale occasione, il generale aveva dichiarato che tutti “i gruppi di resistenza”, ovvero le forze guidate dal comandante, che fino a ora hanno combattuto contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, sono pronti a difendere la moschea di Al-Aqsa, uno dei luoghi sacri dell’Islam.

Il giorno successivo, martedì 12 dicembre 2017, il capo di stato maggiore iraniano, Mohammad Baqeri, aveva dichiarato che “la mossa folle” di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale della Palestina avrebbe potuto provocare l’inizio “di una nuova grande intifada”. Da parte sua, anche il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, aveva affermato che la decisione del presidente americano avrebbe “accelerato la distruzione del regime sionista a raddoppiato l’unità dei musulmani”.

Lo stesso giorno, il Parlamento iraniano aveva condannato il presidente degli Stati Uniti per aver riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e aveva esortato gli Stato islamici a tagliare i rapporti con Israele e a retrocedere dagli accordi economici stretti con gli Stati Uniti. In un comunicato ufficiale, i parlamentari hanno avvertito gli Stati Uniti e Israele che i Paesi islamici non sarebbero rimasti in silenzio a subire le loro atrocità e avevano accusato Washington di essere responsabile delle conseguenze di tale decisione.

I rapporti tra l’Iran e Israele sono sempre stati tesi. Le questioni che hanno minato i rapporti tra i due Paesi sono state principalmente due. La prima questione è costituita dal finanziamento, da parte di Teheran, di Hamas ed Hezbollah, due organizzazioni impegnate nella lotta contro Israele. La seconda questione che ha contribuito a minare i rapporti tra l’Iran e Israele è rappresentata dal programma nucleare iraniano che, unito alla retorica anti-israeliana, è sempre stato visto come una minaccia da Israele. Recentemente, i rapporti tra i due Paesi sono diventati ancora più tesi, dal momento che Israele teme l’espansione della presenza iraniana in Medio Oriente, in particolare in Siria, dove Teheran sta costruendo basi militari permanenti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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