Cina e Corea del Sud: una nuova era?

Pubblicato il 14 dicembre 2017 alle 21:09 in Asia Cina

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, sta effettuando la sua prima visita di stato in Cina. L’obiettivo principale della visita ufficiale è quello di rinsaldare i rapporti tra Seoul e Pechino dopo il gelo degli ultimi mesi a causa della decisione della Corea del Sud di installare sul suo territorio lo scudo anti-missile statunitense THAAD che, secondo Pechino, costituisce una minaccia alla sua privacy nazionale.

Moon Jae-in è giunto a Pechino nel pomeriggio del 13 dicembre e giovedì 14 dicembre è previsto il suo incontro ufficiale con il presidente cinese, Xi Jinping. La visita di Moon Jae-in in Cina rappresenta il terzo incontro, ma il primo bilaterale ufficiale, tra i due leader. Il primo colloquio tra Xi Jinping e Moon Jae-in – eletto con elezioni anticipate il 10 maggio scorso in seguito al processo per impeachment del suo predecessore, la presidente Park Geun-hye – è avvenuto al G20 di Amburgo il 7 e 8 luglio scorso e il secondo in occasione del vertice APEC svoltosi dal 6 all’11 novembre a Danang, in Vietnam.

Prima del colloquio ai margini del vertice APEC, Xi Jinping e Moon Jae-in avevano reso noto che “grazie ai risultati ottenuti con le consultazioni bilaterali” Cina e Corea del Sud avevano intrapreso la strada per la ripresa dei rapporti di cooperazione bilaterale, il 31 ottobre scorso.

Il presidente della Corea del Sud auspica che l’incontro con la sua controparte cinese possa segnare l’inizio di una nuova era nei rapporti bilaterali basata su alta fiducia reciproca e su un forte sentimento di amicizia. “Nonostante i due Paesi hanno affrontato un momento di difficoltà nelle relazioni, è importante cogliere l’occasione per mettersi l’uno nei panni dell’altro e cambiare prospettiva”.

Moon Jae-in ha iniziato la sua visita in Cina il 13 dicembre, giornata di lutto nazionale in cui si commemorano le vittime del Massacro di Nanjing ad opera dell’esercito giapponese, nel 1937. Il leader sudcoreano ha espresso le sue condoglianze e la vicinanza del popolo sudcoreano alla Cina.

L’inizio di una era nei rapporti bilaterali tra Corea del Sud e Cina – proprio nel 2017, anno in cui cade il 25esimo dall’instaurazione dei rapporti diplomatici – auspicato da Moon Jae-in potrà avere luogo solo se l’incontro tra lui e Xi Jinping porterà a risultati importanti su cinque importanti questioni aperte.

  1. La Corea del Nord

Il primo punto sull’agenda dei due presidenti è la Corea del Nord. La Cina e la Corea del Sud confinano entrambe con Pyongyang e sono concordi nel volere una risoluzione pacifica della questione nordcoreana. Pechino ha più volte chiesto ai Paesi coinvolti di abbracciare la sua “ricetta” in due fasi: il doppio stop e la creazione di un doppio binario. Il doppio stop prevede la fine dei test nordcoreani e delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti. Moon Jae-in si è detto favorevole a questa proposta, sebbene Seoul abbia avviato – il 10 dicembre – un nuovo round di esercitazioni congiunte con gli Usa e il Giappone dopo l’ultimo test missilistico di Pyongyang, il 29 novembre.

  1. Il THAAD

Il secondo punto, legato al primo, è anche quello più controverso: il THAAD. Si tratta di uno scudo anti-missile statunitense dotato di potenti radar per l’intercettazione dei missili in volo la cui installazione è stata approvata dal governo sudcoreano precedente a quello di Moon Jae-in. Il THAAD “è un’eredità negativa” che Moon Jae-in ha ricevuto entrando in carica, secondo l’analisi dell’osservatorio di politica internazionale cinese Guancha. La Cina si è opposta fermamente all’installazione del THAAD, poiché teme che i suoi radar possano raggiungere il suo territorio nazionale e lederne la privacy sui programmi militari. Moon Jae-in è riuscito a mitigare in parte le tensioni – che andavano avanti dal luglio 2016, quando il precedente governo aveva approvato l’installazione dello scudo – annunciando, a giugno 2017, che nessun altro modulo del THAAD sarebbe stato installato oltre a quelli già presenti.

La Corea del Sud continua ad affermare che l’obiettivo dello scudo è esclusivamente quello di migliorare le difese del Paese nei confronti dei missili nordcoreani. Per spiegare meglio la posizione della Corea del Sud in merito al THAAD, Moon Jae-in ha formulato la “teoria dei 3 non”: non installare altri moduli dello scudo, non importare altri sistemi di difesa anti-missile Usa e non creare una lega militare con Stati Uniti e Giappone.

  1. Il blocco dei flussi turistici

Il terzo punto all’ordine del giorno per Moon Jae-in e Xi Jinping è legato al malcontento cinese per il THAAD ed è il bando al turismo cinese verso la Corea del Sud.

La Cina ha proibito ai suoi tour operator di vendere viaggi organizzati in Corea del Sud creando perdite ingenti per l’industria turistica sudcoreana. Solo il 1 Ottobre, festa nazionale cinese, il numero di turisti cinesi in Corea del Sud è sceso del 70% rispetto all’anno precedente. Il divieto per i tour operator è stato parzialmente ritirato dopo l’annuncio della ripresa della cooperazione bilaterale il 31 ottobre. I turisti cinesi rappresentano più della metà del totale dei flussi turistici in Corea del Sud, per questo Moon Jae-in dovrà tentare di convincere Xi Jinping a revocare del tutto le limitazioni.

  1. Il commercio

Il quarto punto riguarda gli scambi commerciali, anch’essi colpiti fortemente dalla tensione per il THAAD. Il governo di Pechino nega di aver dato l’ordine per il boicottaggio dei prodotti provenienti dalla Corea del Sud, ma questo è avvenuto de facto. A subire i danni maggiori sono state le case automobilistiche sudcoreane per cui il mercato cinese è fondamentale. Il presidente Moon Jae-in è in Cina con una delegazione di più di 200 imprenditori e spera di poter siglare importanti accordi commerciali per dare un nuovo impulso all’interscambio bilaterale.

  1. Il trilaterale Cina-Corea del Sud-Giappone

L’ultimo punto sull’agenda di Xi Jinping e Moon Jae-in sarà il dialogo trilaterale Cina-Corea del Sud-Giappone. L’incontro tra i tre Paesi sarebbe dovuto avvenire nel mese di luglio 2017, ma è stato annullato a causa delle tensioni esistenti tra di essi. È probabile che Moon Jae-in e Xi Jinping si impegnino per la ripresa del dialogo e fissino una data presunta per il trilaterale per il 2018.

Dopo l’incontro, Xi Jinping e Moon Jae-in rilasceranno dichiarazioni separatamente e non è prevista la diffusione di un comunicato congiunto, per via della differenza di vedute tra i due Paesi, soprattutto sul THAAD, secondo quanto riportato da Guancha.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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