Trump firma il bilancio della difesa per l’anno fiscale 2018

Pubblicato il 13 dicembre 2017 alle 20:02 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha firmato il National Defense Authorization Act (NDAA), l’autorizzazione delle spese militari per l’anno fiscale 2018, pari a 626 miliardi di dollari di budget e 66 miliardi di dollari per altre operazioni, che dovranno essere interamente finanziati dal Congresso. L’atto include altresì un aumento del 2,4% degli stipendi del personale militare.

La firma è avvenuta il 12 dicembre 2017 nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca. “Questa storica legislazione dimostra il nostro impegno verso gli uomini e le donne che indossano l’uniforme”, ha commentato Trump, definendo l’atto un passo verso la riforma dell’esercito e una maggiore sicurezza per i figli di domani. Il presidente ha altresì spiegato che, negli ultimi anni, le forze armate statunitensi hanno subito una serie di tagli, che hanno avuto duri impatti sulla loro prontezza e sulle loro capacità di risposta alle situazioni. A suo avviso, è fondamentale rafforzare l’esercito e aumentare le spese militari, in quanto la storia insegna che, quando la difesa di un Paese si indebolisce, vengono attirate aggressioni. A tale proposito, Trump ha ricordato quanto sostenuto da George Washington, secondo cui l’essere preparati ad una guerra è il mezzo più efficace per preservare la pace. “Con la firma di questo atto, riporteremo alla grandezza le nostre forze armate, migliorando la loro prontezza e modernizzando le loro capacità”, ha concluso il presidente.

Secondo quanto riferito da un comunicato del Pentagono, il NDAA 2018 autorizzerà nuove spese per la campagna contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, al fine di eliminare le ultime cellule del gruppo terroristico presenti nei Paesi mediorientali, al fine di impedire nuove offensive. L’atto aumenterà altresì le capacità missilistiche difensive degli Stati Uniti per fronteggiare in maniera più adeguata la minaccia della Corea del Nord. Infine, il documento prevede altresì un aumento nel numero dei soldati per la prima volta in sette anni. Trump ha chiesto al Congresso di adottare l’atto, completando così il lavoro.

Al fine di aumentare la lotta contro il terrorismo, nel corso dell’ottobre 2017, Trump ha approvato nuove regole sui bombardamenti con i droni, eliminando le restrizioni ai raid al di fuori dei campi di battaglia convenzionali, introdotte nel maggio 2013 dal precedente presidente, Barack Obama. Secondo tali limitazioni, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte dalla Casa Bianca, i soldati americani, invece, sono adesso in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non sarebbero stati più soggetti a controlli di alto livello.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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