Tillerson: USA pronti al dialogo con Corea del Nord senza precondizioni

Pubblicato il 13 dicembre 2017 alle 10:25 in USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti a colloquiare con la Corea del Nord, senza condizioni preliminari.

Tale dichiarazione è stata rilasciata nel corso della riunione dell’Atlantic Council a Washington, martedì 12 dicembre 2017. La CNN ha definito le parole di Tillerson un invito pubblico e diretto a Pyongyang a mettere da parte le continue dimostrazioni di forza e a intraprendere la strada diplomatica per risolvere la situazione. “Siamo pronti a prendere parte ad un primo incontro senza alcuna precondizione, vediamoci e basta, possiamo parlare del tempo se volete, ma almeno sediamoci e guardiamoci in faccia, poi potremo iniziare a delineare un piano comune”, ha spiegato il segretario di Stato. Non è la prima volta che Tillerson afferma che gli USA sono pronti al dialogo, ma in precedenza aveva sempre riferito che sarebbero state necessarie alcune condizioni, come la cessazione dei test missilistici e nucleari da parte del leader nordcoreano, e delle esercitazioni congiunte da parte americana e sudcoreana.

Nel corso del 2017, la Corea del Nord ha accelerato lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare. Dallo scorso febbraio, il regime di Kim Jong-un ha lanciato 23 missili, migliorando le proprie tecnologie e, il 3 settembre 2017, ha effettuato il più potente test atomico mai fatto prima, facendo esplodere una bomba all’idrogeno che ha provocato un sisma di grado 6,3 in tutto il Paese. Nell’ultimo lancio missilistico, avvenuto lo scorso 29 novembre, è stato impiegato un razzo Hwasong-15, in grado di colpire qualsiasi città degli Stati Uniti. Subito dopo, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha dichiarato che il suo regime era divenuto una “potenza nucleare”. Il test è stato effettuato in seguito alle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seoul, iniziate l’11 novembre 2017, mentre il presidente Donald Trump si trovava in tour in Asia, ed è stato seguito, il 4 dicembre 2017, da una simulazione di guerra congiunta tra Stati Uniti e Corea del Sud, senza precedenti, alla quale hanno preso parte 230 aerei da guerra, tra cui gli F-35 Lightning II e i B1-B Lancer, considerati i velivoli più potenti del Pentagono. Due giorni prima della loro conclusione, il 6 dicembre 2017,  l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, ha attribuito l’aggravarsi delle tensioni nella regione agli “imperialisti guerrafondai americani”, che minacciano la pace globale con le loro azioni offensive. 

Le dichiarazioni di Tillerson, spesso, sono in disaccordo con quelle di altri ufficiali della Casa Bianca e del presidente Trump stesso, il quale aveva dichiarato che “colloquiare con la Corea del Nord sarebbe stato solo una perdita di tempo”, definendo Kim Jong-un “little Rocker Man” e minacciando di distruggere totalmente il suo regime. Allo stesso modo, l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, in seguito al test missilistico del 29 novembre 2017, si era scagliata contro Pyongyang, accusandola di “avvicinare il mondo ad una guerra”.

Alla luce di ciò, il direttore per il disarmo e le politiche per la riduzione delle minacce della Arms Control Association, Kingston Reif, ha dichiarato che la questione chiave è capire se Tillerson stia parlando a nome dell’amministrazione. Tuttavia, le affermazioni della Casa Bianca fanno pensare che non sia così, dal momento che, in seguito alle dichiarazioni del segretario di Stato, i portavoce di Trump hanno riferito che “la visione del presidente in merito alla Corea del Nord non è cambiata”. I commenti del consigliere per la sicurezza nazionale, HR McMaster, uno degli ufficiali più fidati di Trump, esprimono probabilmente, secondo la CNN, quella che è la vera visione dell’amministrazione americana sulla questione. “La comunità globale deve fare il possibile per sfruttare quella che è forse la nostra ultima chance di evitare un conflitto”, ha riferito McMaster.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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