Gerusalemme: vertice dei Paesi islamici

Pubblicato il 13 dicembre 2017 alle 12:04 in Israele Palestina

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È iniziato a Istanbul il vertice straordinario dell’Organizzazione della Cooperazione islamica (OIC), convocato dalla Turchia per discutere la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi l’ambasciata americana nel Paese.

L’Organizzazione della Cooperazione islamica è un ente internazionale fondato nel 1969, che comprende 57 Paesi islamici. L’organizzazione rappresenta la voce del mondo musulmano e lavora per tutelare gli interessi dei Paesi islamici.

La riunione straordinaria dell’Organizzazione, iniziata mercoledì 13 dicembre 2017, era stata convocata dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, subito dopo l’annuncio, da parte dell’amministrazione americana, del riconoscimento ufficiale di Gerusalemme come capitale di Israele. Tale dichiarazione, rilasciata dal presidente Trump il 6 dicembre 2017, aveva immediatamente scatenato un’ondata di opposizione da parte dei Paesi arabi, che considerano Gerusalemme est come capitale della Palestina, e delle organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite e l’Unione Europea, le quali ritengono che lo status della città santa debba essere deciso durante il processo di pace israelo-palestinese.  

Durante l’incontro del 13 dicembre 2017, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato: “Noi, che riconosciamo Gerusalemme est come capitale della Palestina, dovremmo incoraggiare gli altri Paesi a riconoscere Gerusalemme est come capitale della Palestina, in base ai confini del 1967”. Le linee del 1967 fanno riferimento ai confini israeliani e palestinesi prima della guerra dei sei giorni del 1967, quando Israele aveva esteso il proprio territorio oltre le “linee verdi” stabilite dall’armistizio del 1949, concordato tra Israele e i propri vicini arabi.

Il ministro turco ha proseguito il proprio discorso affermando: “Ci siamo riuniti qui per porre fine alla persecuzione. Gli Stati Uniti hanno ferito profondamente la coscienza dell’umanità. Israele mira a legittimare il suo tentativo di occupazione. Per noi, questa decisione degli Stati Uniti è nulla e vuota. Proteggiamo Gerusalemme, che è un luogo sacro per le tre religioni abramitiche. La Palestina deve essere riconosciuta dagli altri Paesi. Il vertice straordinario di oggi mostrerà la lotta della umma islamica”.

In merito alla questione è intervenuto anche il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas, il quale ha dichiarato che “in Medio Oriente non vi saranno né pace né stabilità se Gerusalemme non diventerà la capitale della Palestina” e ha aggiunto che “non verrà accettato uno Stato palestinese senza Gerusalemme est come sua capitale”. Abbas ha altresì minacciato che i palestinesi potrebbero ritirarsi dalle organizzazioni internazionali a causa della decisione di Trump. Durante il suo discorso, il presidente palestinese ha affermato che i palestinesi non rispetteranno le precedenti intese con gli Stati Uniti se Washington non ritratterà la propria decisione. Abbas ha altresì esortato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a emanare una risoluzione che annulli la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, decisione che ha definito “un grave crimine” e “una palese violazione del diritto internazionale e degli accordi firmati”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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