Cina e India possono danzare insieme?

Pubblicato il 13 dicembre 2017 alle 14:06 in Asia Cina

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L’elefante e il dragone possono danzare insieme, i punti di convergenza tra Cina e India sono di gran lunga maggiori rispetto alle dispute di confine. Questo è il messaggio che il Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, ha voluto dare prima di lasciare New Delhi, durante un simposio sulla diplomazia cinese, alla fine del vertice trilaterale con i suoi corrispettivi di Cina e India.

Cina e India sono due grandi Paesi in via di sviluppo e “hanno interessi strategici che superano di gran lunga le differenze singole e la necessità di cooperazione supera di gran lunga le frizioni parziali”, ha affermato il Ministro Wang Yi durante il suo intervento a New Delhi.

Il capo della diplomazia di Pechino ha fatto anche aperto riferimento all’incidente di Doklam andato avanti per 73 giorni lungo il confine tra India e Cina. “Pechino è ferma nel voler tutelare i suoi diritti e interessi sovrani e la sua integrità territoriale. Abbiamo gestito l’attraversamento del confine da parte delle truppe indiane per tutelare i nostri interessi nazionali”, ha aggiunto Wang Yi.

La ragione della disputa nella zona di Doklam, sulla linea di confine tra Cina e Bhutan, iniziata il 6 luglio scorso, è nell’accusa di New Delhi agli ingegneri dell’esercito cinese di aver oltrepassato il confine con il Bhutan – piccolo stato cuscinetto tra Cina e India che gode della protezione di New Delhi – mentre lavoravano alla realizzazione di una strada. Per rispondere a quella che veniva vista come un’invasione cinese, l’India aveva spostato alcune sue truppe aldilà della linea di confine, sul lato appartenente alla Cina. L’India affermava di aver fatto intervenire il suo esercito su richiesta del Bhutan, ma la Cina non era d’accordo e sosteneva che il re del Bhuthan avesse detto all’ambasciatore cinese in visita di non aver richiesto alcun intervento indiano. Da ultimo, la Cina riteneva di aver diritto a costruire strade – o ampliarle- in una zona che è sotto il suo controllo. La disputa è stata risolta attraverso i canali diplomatici dai due Paesi all’inizio di settembre, prima del vertice BRICS tenutosi a Xiamen, in Cina.

La risoluzione diplomatica dello stallo, secondo il Ministro Wang Yi, ha rappresentato un segno chiaro che India e Cina, tramite un congiunto impegno negoziale, possano raggiungere obiettivi importanti. Per poter migliorare ulteriormente i rapporti bilaterali che al momento “non sono soddisfacenti”, il capo della diplomazia cinese ha affermato che è necessario rafforzare la fiducia politica reciproca per evitare di trovarsi in futuro in nuove situazioni di stallo. Soltanto la fiducia reciproca può far sì che ci sia un atteggiamento di comprensione e perdono reciproco nel risolvere le dispute. Se manca la fiducia, secondo Wang Yi, tutte le questioni che emergeranno saranno destinate a peggiorare e a danneggiare, nel lungo periodo, i rapporti bilaterali.
“Cina e India devono guardare l’una all’altra come ad opportunità e non a una sfida, come a un partner e non a un nemico”, ha affermato Wang Yi, così da poter vedere “il dragone e l’elefante che danzano insieme”, i due animali che rappresentano simbolicamente l’India e la Cina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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