Unione Africana teme il ritorno di 6,000 combattenti dell’ISIS

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 16:31 in Africa

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Gli ufficiali dell’Unione Africana hanno reso noto che circa 6,000 combattenti stranieri dello Stato Islamico potrebbero tornare in Africa.

La notizia è stata resa nota il 10 dicembre 2017 dal commissario per la pace e la sicurezza dell’Unione, Smail Chergui, il quale ha specificato che tra i 30,000 foreign fighters che nel corso degli anni si sono uniti all’ISIS in Siria e in Iraq, almeno 6,000 sono originari dei Paesi africani. Per tale ragione, il commissario ha esortato gli Stati del continente a prepararsi per affrontare adeguatamente la minaccia terroristica. Ad avviso di Chergui, le nazioni africane dovrebbero collaborare a stretto contatto le une con le altre, al fine di contrastare il ritorno di eventuali militanti.

Da quando l’ISIS è stato sconfitto militarmente in Siria e in Iraq, tutto il mondo teme il rientro dei foreign fighter nei Paesi di origine, che costituirà una sfida per la sicurezza. Il 9 dicembre 2017, il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi ha annunciato la sconfitta definitiva dell’ISIS in Iraq, proclamando il 10 dicembre festa nazionale, mentre in Siria, i militanti controllano soltanto una piccola porzione di territorio lungo il fiume Eufrate. Il 2 dicembre 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, ha affermato che, nonostante l’ISIS sia stato definitivamente sconfitto a livello territoriale, l’organizzazione rimane una minaccia imminente.

È significativo che, lo scorso 16 ottobre, la polizia marocchina ha arrestato 11 membri di una cellula terroristica legata all’ISIS, definita “estremamente pericolosa”, mentre il 4 novembre 2017, gli Stati uniti hanno effettuato i primi bombardamenti aerei in Somalia contro alcuni militanti dello Stato Islamico poiché, ad avviso delle Nazioni Unite, nel corso dei 12 mesi passati, una fazione somala fedele all’ISIS è cresciuta, passando da poche decine di membri a più di 200 militanti. Allo stesso modo, in Libia, tra il 17 e il 19 novembre 2017, gli USA hanno compiuto due raid aerei contro i militanti dell’ISIS che, in seguito alla liberazione di Sirte il 5 dicembre 2016, si sono riorganizzati in un “esercito del deserto”, guidato dal militante libico Al-Mahdi Salem Dangou, meglio conosciuto con il nome di Abu Barakat.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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