Siria: Pentagono scettico sul ritiro delle truppe russe

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 20:16 in Medio Oriente Siria

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Il Pentagono si è detto scettico in merito all’annuncio del ritiro delle truppe russe dalla Siria.

Lunedì 11 dicembre 2017, in occasione di una visita a sorpresa nella base aerea russa di Hmeimim, situata in Siria, il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato il ritiro “di gran parte” delle truppe russe dal Paese, pur non specificando il numero delle truppe che avrebbero abbandonato il territorio siriano. La decisione è giunta dopo che, mercoledì 6 dicembre 2017, il presidente russo aveva dichiarato la fine delle operazioni russe contro lo Stato Islamico in Siria.

Lo stesso giorno, il portavoce del Pentagono, il maggiore Adrian Rankine-Galloway, ha commentato la decisione della Russia, sottolineando che non necessariamente tali affermazioni si trasformeranno in azioni. In questo contesto, il maggiore ha dichiarato: “I commenti russi in merito al ritiro delle loro forze non corrispondono a una vera riduzione delle truppe e non hanno alcuna conseguenza sulle priorità degli Stati Uniti in Siria”. Secondo Rankine-Galloway, Putin effettuerà un “ritiro simbolico” di alcuni aerei da guerra, a cui seguirà la richiesta, rivolta agli Stati Uniti, di ritirare le proprie forze dalla Siria. In merito alla presenza americana nel Paese, il maggiore ha dichiarato: “La coalizione continuerà a operare in Siria in supporto alle forze locali di terra per completare la sconfitta militare dell’ISIS e stabilizzare il territorio liberato, in modo da permettere agli sfollati e ai rifugiati siriani di farvi ritorno”.

Le affermazioni di Rankine-Galloway giungono dopo che, sabato 9 dicembre 2017, il presidente della commissione parlamentare per la difesa russo, Vladimir Shamanov, aveva dichiarato che le basi di Hmeimim e Tartus avrebbero continuato a essere operative anche dopo la fine delle operazioni militari nel Paese, in previsione della permanenza a lungo termine della Russia nella regione.

Non è la prima volta che Mosca annuncia il ritiro delle proprie truppe dalla Siria. Il 23 novembre 2017, a margine di un incontro tra il presidente russo e i vertici militari, il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, aveva dichiarato che la Russia avrebbe ridotto in modo significativo la presenza dell’esercito russo in Siria e avrebbe ritirato le proprie truppe entro la fine del 2017. Il numero dei soldati russi presenti in Siria non è noto, tuttavia, l’esperto militare russo, Pavel Felgenhauer ha riferito che più di 10.000 truppe avrebbero preso parte al conflitto.

Martedì 12 dicembre 2017, il primo gruppo di truppe russe stanziate in Siria è tornato in patria, dando il via al ritiro parziale delle forze russe annunciato il giorno precedente dal presidente Putin. In un comunicato emanato dall’esercito russo si legge: “Il battaglione della polizia militare del distretto militare meridionale della Russia, che era stato stanziato in Siria, è stato portato da due aerei militari all’aeroporto di Makhachkala, la capitale del Dagestan”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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