Italia e Libia unite contro il traffico di migranti

Pubblicato il 10 dicembre 2017 alle 13:06 in Immigrazione Italia

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Il governo di Tripoli, appoggiato dalle Nazioni Unite, ha approvato insieme all’Italia la messa in atto di operazioni congiunte per contrastare gli scafisti e i trafficanti di migranti all’interno di un progetto volto a diminuire i flussi diretti in Europa.

L’accordo stipulato sabato 9 dicembre 2017, che avvierà le operazioni contro gli scafisti, è stato annunciato in seguito a un incontro che si è tenuto a Tripoli tra Fayez Seraj – leader del Governo di Accordo Nazionale della Libia appoggiato dall’ONU dal dicembre 2015 –, il ministro dell’Interno libico Aref Khodja, e il suo omologo italiano Marco Minniti.
Secondo quanto ha dichiarato il gabinetto di Seraj, il centro di operazioni che verrà creato annovererà vari rappresentanti della guardia costiera, del dipartimento per la migrazione irregolare, del ministro della Giustizia di Tripoli e dei servizi di intelligence della Libia, a cui si aggiungeranno i corrispettivi enti italiani. Non sono ancora stati forniti dettagli concernenti l’ubicazione del centro e il suo futuro modus operandi.
Stando a una dichiarazione rilasciata sabato 9 dicembre 2017, Seraj ha detto a Minniti che nonostante i successi accumulati nel settore dell’immigrazione, il numero di immigrati irregolari fuori dai centri di accoglienza resta importante, e che quindi i due Paesi necessitano di una accresciuta cooperazione, soprattutto relativamente alla messa in sicurezza dei confini meridionali della Libia, da cui arriva il flusso di migranti.

La Libia è il principale snodo dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa per mare: nell’arco degli ultimi quattro anni (2012-2016) la tratta è stata percorsa da oltre 600mila migranti.  Tuttavia, dal luglio 2017 il flusso di persone che lasciano le coste africane alla volta del continente europeo è fortemente diminuito grazie all’intervento delle autorità di Tripoli, che hanno iniziato a bloccare le partenze sotto le crescenti pressioni italiane. I funzionari italiani e libici hanno infatti spiegato che la marina italiana è già presente presso il porto di Tripoli, dove fornisce assistenza “tecnica” alla guardia costiera libica. Quest’ultima è diventata assai più assertiva e severa nell’intercettamento e rimpatrio dei migranti a partire da luglio 2017, mese in cui ha ricevuto fondi e addestramento dall’Unione Europea.
In passato gli scafisti hanno operato impunemente nella Libia occidentale, dove il Governo di Accordo Nazionale aveva ben poca autorità nei confronti dei gruppi armati, che erano i veri detentori del potere sul territorio.

Gli attivisti hanno criticato la condotta dell’organo tripolino, dal momento che spesso i migranti in Libia vanno incontro a difficoltà estreme, subiscono abusi, o sono indotti ai lavori forzati. I migranti che sono intercettati mentre tentano la traversata per mare verso l’Italia vengono messi in centri di identificazione ed espulsione fortemente sovraffollati, autorizzati dal ministero dell’Interno.
Il governo ad interim della Libia ha altresì reso noto che sta portando avanti un’indagine circa i resoconti di alcuni migranti che sarebbero stati venduti all’asta sul territorio nazionale, notizia recentemente diffusa a livello mediatico da un filmato della CNN.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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