Siria – Iraq: meno di 3000 militanti dell’ISIS rimasti nel territorio

Pubblicato il 8 dicembre 2017 alle 6:03 in Iraq Siria

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In Iraq e in Siria sono rimasti meno di 3000 militanti dell’ISIS, secondo quanto riferito dalla coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico.

In Iraq, il 23 novembre 2017, le forze irachene avevano lanciato “la battaglia finale” per sconfiggere gli ultimi militanti dell’ISIS che si sono rifugiati nella zona desertica al confine con la Siria, dopo la liberazione di tutte le loro roccaforti. La zona compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate costituisce l’ultimo territorio iracheno in cui sono presenti le milizie dell’ISIS. L’operazione, avviata dopo che, il 21 novembre 2017, il primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, aveva annunciato la sconfitta militare dello Stato Islamico nel Paese, era stata lanciata per impedire che i rimanenti combattenti dell’organizzazione si riunissero nel deserto e lo utilizzassero come base per attacchi futuri.

In Siria, lo Stato Islamico controlla soltanto una piccola porzione di territorio situato vicino alle rive del fiume Eufrate. Il 3 dicembre 2017, è stata completamente liberata l’area ad est di Deir Ezzor, in cui si erano rifugiate le milizie dello Stato Islamico dopo la liberazione della città, avvenuta il 3 novembre 2017. La vittoria è stata possibile grazie ai combattimenti delle Syrian Democratic Forces, sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, che combattevano sulla riva orientale del fiume Eufrate e delle forze del regime siriano di Bashar Al-Assad, che avanzavano sulla sponda occidentale.

Martedì 5 dicembre 2017, il portavoce della coalizione internazionale, a guida americana, Ryan Dillon ha dichiarato in un tweet: “Secondo le stime attuali, sono rimasti meno di 3000 combattenti dello Stato Islamico. Rappresentano ancora una minaccia, ma continueremo a sostenere le nostre forze alleate per sconfiggerli”. 

Il 6 dicembre 2017, il Pentagono ha rivelato che gli Stati Uniti hanno ancora 5.200 truppe in Iraq  2.000 in Siria, anche se il numero sta diminuendo.In tale contesto, il 30 novembre 2017, gli Stati Uniti avevano annunciato che avrebbero ritirato più di 400 Marine dalla Siria. Tale decisione era stata presa in seguito alla liberazione di Raqqa, capitale dello Stato Islamico, avvenuta il 17 novembre 2017. In merito al ritiro dei propri Marine dal territorio siriano, il direttore delle operazioni per la coalizione, il brigadier generale Jonathan Braga, aveva assicurato che le forze che sarebbero rimaste in Siria avrebbero continuato a lavorare a fianco dei propri alleati per “sconfiggere i restanti militanti dell’ISIS, prevenire un ritorno dell’ISIS e creare le condizioni affinché i governi internazionale e le organizzazioni non governative aiutino i cittadini locali a riprendersi dagli orrori del governo dell’ISIS”.

Stando ai dati del Pentagono, aggiornati al 9 agosto 2017, durante campagna per sradicare lo Stato Islamico dal territorio, durata circa 3 anni, la coalizione internazionale, a guida americana, ha condotto 13.331 raid in Iraq e 11.235 in Siria, per un totale di 24.566. A questi vanno aggiunti gli attacchi da parte degli aerei russi, iracheni e siriani. In merito alla questione, il brigadier generale Andrew Croft, che coordina la campagna aerea della coalizione, ha riferito che, nel mese di ottobre, i raid in Siria e in Iraq sono calati del 60-70%, in confronto a quelli che avevano colpito il territorio nei 9 mesi precedenti. Ad ottobre, sono cadute 850 bombe, mentre, nei mesi compresi tra gennaio e settembre, la coalizione ha lanciato circa 1,800 – 2,400 bombe al giorno.

L’8 novembre 2017, Croft aveva affermato che lo Stato Islamico controllava soltanto il 4 o 5% del territorio che possedeva in precedenza. Tale percentuale è diminuita ulteriormente nell’ultimo mese, in seguito alla liberazione di tutte le roccaforti dell’organizzazione in Siria e in Iraq. Secondo quanto riferito dalla CNN, nel 2014, l’ISIS controllava un territorio dell’estensione di circa 88 km quadrati, compreso tra le coste del Mediterraneo e il sud di Baghdad. Alla fine del 2016, il territorio si era ridotto a circa 60 km quadrati. Dopo le ultime sconfitte, l’ISIS controlla ormai solo una piccola parte dell’area.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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