Yemen: rapiti 41 giornalisti di Yemen Al-Youm

Pubblicato il 6 dicembre 2017 alle 16:45 in Medio Oriente Yemen

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Gli Houthi hanno preso in ostaggio 41 giornalisti del canale televisivo Yemen Al-Youm, legato al Congresso generale del popolo, il partito politico a cui appartengono le milizie dell’ex presidente, Ali Abdullah Saleh.

Il 2 dicembre 2017, i ribelli avevano fatto irruzione nell’edificio in cui si trova la redazione del canale televisivo e, dopo aver ottenuto tutti i codici di accesso, avevano preso il controllo della programmazione. Inizialmente, gli Houthi hanno utilizzato il canale per trasmettere le loro notizie, in seguito esso è stato oscurato. La stessa sorte è toccata ad alcuni siti di informazione legati al partito di Saleh, che, dopo l’uccisione del presidente destituito, sono stati bloccati.

Da quel giorno, i giornalisti si trovano sotto sequestro e non si hanno più notizie di loro, dal momento che gli è stato impedito di avere contatti con il mondo esterno. La notizia del rapimento dei giornalisti è stata riferita da Reporter senza frontiere (RSF), un’organizzazione non governativa che si batte per la libertà di stampa. In merito alla questione, il capo RSF per il Medio Oriente, Alexandra El-Khazen, ha dichiarato: “Tale pratica di prendere ostaggi è tipica del clima di ostilità dello Yemen nei confronti dei giornalisti, che sono stati spesso un obiettivo nel conflitto. Chiediamo ai ribelli Houthi di rilasciare immediatamente i giornalisti e gli impiegati del canale televisivo, oltre agli 11 professionisti dei media che stanno trattenendo nelle loro prigioni”.

Secondo quanto riferito da un ufficiale del Congresso generale del popolo, alcune persone dello staff sarebbero state trasferite in prigione, mentre altre si troverebbero ancora negli uffici televisivi. La fonte ha dichiarato: “Gli Houthi gli avevano fanno pressione affinché cambiassero i loro programmi, riferissero dichiarazioni e documentassero il tradimento dell’ex presidente Saleh, accusandolo di lavorare per la coalizione araba. I giornalisti si sono rifiutati di farlo”.

Il 18 agosto 2017, l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch aveva documentato 66 casi di persone arrestate dagli Houthi, tra cui vi erano giornalisti, attivisti e membri dell’opposizione, anche se, secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, il numero degli arresti sarebbe aumentato dopo la morte di Saleh.

Le milizie degli Houthi hanno ucciso il presidente destituito dello Yemen lunedì 4 dicembre 2017, mentre quest’ultimo cercava di fuggire da Sanaa, la capitale dello Yemen che si trova sotto il controllo dei ribelli, per raggiungere Sinhan, la propria città natale. Il presidente destituito è stato assassinato dopo aver annunciato ufficialmente la rottura dell’alleanza con gli Houthi, dichiarando di essere pronto a cooperare con la coalizione araba a guida saudita, che combatte in Yemen contro i ribelli, a patto che la coalizione smetta di attaccare i civili.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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