Trump ha intenzione di spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme

Pubblicato il 5 dicembre 2017 alle 17:25 in Israele Palestina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato, durante un colloquio telefonico con il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas, che intende trasferire l’ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Martedì 5 dicembre 2017, Trump avrebbe discusso la questione anche con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e con il monarca della Giordania, re Abdullah II. Da parte sua, Abbas ha risposto al presidente americano che il trasferimento dell’ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme avrà “conseguenze pericolose”.

Poche ore prima del colloquio telefonico tra i presidenti americano e palestinese, la Casa Bianca aveva riferito che Trump aveva rinviato la decisione sulla questione. La scadenza per firmare il documento sulla sicurezza nazionale, necessario per mantenere la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti a Tel Aviv, era stata inizialmente fissata per venerdì 1 dicembre 2017 ed era poi stata posticipata a lunedì 4 dicembre.

A partire dal 1995, anno in cui il Congresso americano aveva approvato il Jerusalem Embassy Act, un documento che stabiliva il trasferimento dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e il riconoscimento di quest’ultima come capitale di Israele, ogni sei mesi i presidenti americani sono chiamati a firmare un documento per la sicurezza nazionale, che consente di mantenere la rappresentanza diplomatica a Tel Aviv, dove si trova dal 1966.

Martedì 5 dicembre 2017, il portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley, ha dichiarato che il presidente avrebbe annunciato la propria decisione “nei prossimi giorni”. Prima di tale annuncio, alcuni funzionari americani avevano riferito che Trump avrebbe tenuto un discorso mercoledì 6 dicembre 2017, nel quale avrebbe annunciato la decisione di mantenere l’ambasciata degli Stati Uniti in Israele a Tel Aviv e il riconoscimento ufficiale di Gerusalemme come capitale di Israele.

Il presidente americano aveva promesso il trasferimento dell’ambasciata americana in Israele a Gerusalemme fin dai primi giorni del suo governo. In merito alla questione, dunque, il portavoce della Casa Bianca ha affermato: “Il presidente è stato chiaro su tale argomento sin dall’inizio; non è una questione di se, ma una questione di quando”.

La possibilità che Trump riconosca Gerusalemme come capitale di Israele ha preoccupato notevolmente il governo palestinese, il quale ha affermato che tale decisione distruggerebbe completamente il processo di pace israelo-palestinese. In merito alla questione si è espresso anche il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, che, lunedì 4 dicembre 2017, ha dichiarato che tale decisione potrebbe accendere il fanatismo e la violenza, oltre a ostacolare il processo di pace.

Da parte sua, la Giordania, che, dalla firma del trattato di pace del 4 maggio 1994, ha un ruolo speciale nella gestione dei luoghi sacri musulmani di Gerusalemme, ha dichiarato che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele potrebbe causare un’ondata di rabbia nel mondo arabo e musulmano e ha aggiunto che è della massima importanza “preservare lo status storico e legale di Gerusalemme”.

Martedì 5 dicembre 2017, anche la Turchia si è espressa contro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito lo status di Gerusalemme una “linea rossa” per i musulmani e ha minacciato di tagliare i propri rapporti con Israele nel caso in cui Trump riconosca la città come capitale di Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.