Hernández vince: crisi politica in Honduras

Pubblicato il 2 dicembre 2017 alle 6:00 in America Latina America centrale e Caraibi

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L’Honduras è sprofondato in una crisi politica di proporzioni inattese a seguito delle elezioni presidenziali della scorsa domenica.

Il Tribunale supremo elettorale, dopo un lunghissimo conteggio iniziato la notte di domenica e protrattosi fino a giovedì 30 novembre, ha assegnato la vittoria al presidente uscente Juan Orlando Hernández con il 42,62% dei voti contro il 41,64% dello sfidante di sinistra Salvador Nasralla.

Nasralla, noto presentatore televisivo di origini libanesi, in testa nelle preferenze dalla notte di domenica fino alle prime ore di giovedì, ha chiamato i suoi sostenitori alla mobilitazione contro quello che, a suo dire, più che un conteggio è un enorme broglio elettorale.

Fino a quasi il 90% delle schede scrutinate Nasralla era avanti, con vantaggi anche di 5 punti percentuali. Il risultato finale ha visto invece prevalere Juan Orlando Hernández di quasi 30.000 voti.

I primi risultati davano in testa Nasralla, assicurano dal Partido Nacional del presidente Hernández, di centro-destra, perché sono stati scrutinati per primi i voti della capitale Tegucigalpa e delle grandi città, mentre la destra è storicamente favorita nel voto rurale. I sondaggi – difatti – davano vittorioso Hernández, seppur di poco.

Entrambi i candidati hanno promesso che rispetteranno il risultato finale delle elezioni una volta che questo sarà controllato e convalidato, ma intanto chiamano i rispettivi seguaci a manifestare.

Sin da martedì 28 novembre Tegucigalpa è scenario di manifestazioni di diverso colore politico. I sostenitori di Nasralla protestano contro i brogli elettorali che il Partido Nacional starebbe effettuando nelle campagne e nelle zone rurali dell’interno. Il presidente uscente ha di rimando chiamato i suoi elettori a manifestare per difendere il tribunale elettorale da “pressioni anti-democratiche”.

Juan Orlando Hernández è il primo presidente dell’Honduras a ricandidarsi dopo aver fatto approvare dalla suprema corte una sospensione della norma costituzionale che vieta la rielezione del presidente uscente. Nel 2009, Manuel Zelaya, ora padre politico di Nasralla, aveva tentato la stessa mossa, con l’unico risultato di essere arrestato e deposto da un colpo di stato militare, l’ultimo del continente fino ad oggi.

Tuttavia, Zelaya aveva presentato la sua ricandidatura nonostante il parere contrario di magistratura, parlamento, chiesa ed esercito, mentre Hernández prima si è assicurato l’appoggio di tutti i poteri forti del paese, e poi si è ricandidato, saggiando gli umori del paese attraverso un meccanismo di primarie obbligatorie di coalizione.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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