Casa Bianca valuta se sostituire Tillerson con Mike Pompeo, direttore della CIA

Pubblicato il 1 dicembre 2017 alle 17:33 in USA e Canada

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Alle porte della conclusione del primo anno di presidenza di Donald Trump, la Casa Bianca sta valutando di sostituire il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, con il direttore della CIA, Mike Pompeo. 

La notizia è stata annunciata giovedì 30 novembre 2017 dagli ufficiali dell’amministrazione americana, i quali hanno spiegato che, probabilmente, Pompeo verrà rimpiazzato da senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton, che condivide la stessa linea di Trump negli affari di sicurezza nazionale. Il New York Times riporta che il piano per sostituire Tillerson è stato elaborato dal  capo di Stato maggiore della Casa Bianca, John Kelly, e che dovrebbe essere applicato entro l’inizio del 2018. Le motivazioni della decisione sono presumibilmente legate alle tensioni emerse tra il segretario di Stato e Trump circa diverse questioni, tra cui il patto nucleare iraniano, che il presidente ha de-certificato lo scorso 13 ottobre, e la crisi con la Corea del Nord. Mentre Trump ha utilizzato spesso un linguaggio molto duro nei confronti del regime di Pyongyang, minacciando di distruggerlo se avesse continuato a rappresentare un pericolo imminente per gli USA, Tillerson ha sempre ribadito che l’opzione dei colloqui rimane una possibilità concreta. Per questi motivi, è stato riportato che il segretario di Stato avrebbe dato dell’idiota a Trump, mentre quest’ultimo avrebbe criticato Tillerson, accusandolo di sprecare tempo nel cercare un dialogo con la Corea del Nord. 

Al momento, il leader della Casa Bianca non ha ancora firmato il piano di Kelly, ma si è comunque mostrato interessato alla possibilità di sostituire il segretario di Stato entro la fine del primo anno di presidenza. Nonostante la reputazione di Trump di ordinare il licenziamento di ufficiali dell’amministrazione in modo diretto e improvviso, questa volta il piano elaborato per rimpiazzare Tillerson, spiega il quotidiano americano, potrebbe essere stato elaborato per spingere Trump a prendere una decisione, e per mandare un messaggio non troppo sottile al segretario di Stato, facendogli capire che è ora di farsi da parte. 

Il 31 gennaio 2017, a soli 11 giorni dall’inizio del proprio mandato presidenziale, Trump licenziò l’allora ministro della Giustizia americano, Sally Yates, la quale aveva chiesto al Dipartimento di Giustizia (DOJ) di non difendere il bando sull’immigrazione adottato da Trump due giorni prima, che vietava ai cittadini provenienti da 7 Paesi islamici – quali Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Siria e Yemen – di entrare negli Stati Uniti, dichiarando di non essere convinta riguardo alla legalità dell’ordine esecutivo. Il 10 maggio 2017, Trump licenziò l’allora direttore dell’FBI, James Comey, per via del suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle mail della candidata democratica, Hillary Clinton, durante la campagna presidenziale del 2016. 

Ad avviso dei media americani, rimpiazzare Tillerson con Pompeo potrebbe portare a un cambiamento netto. Nonostante molti diplomatici siano stati delusi dalle decisioni e dal comportamento dell’attuale segretario di Stato, lo hanno sempre considerato una figura pragmatica. Pompeo, al contrario, adotterebbe posizioni più rigide nei confronti dell’Iran e della Corea del Nord e, secondo alcuni ufficiali, la sua nomina potrebbe portare alla creazione di un messaggio pubblico più consistente circa la politica estera dell’amministrazione Trump. Finora, essendo discordi su questioni chiave, Trump e Tillerson hanno prodotto politiche contraddittorie, talvolta confusionarie ed esacerbate dall’intervento dell’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Reed, che in seguito all’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, avvenuto il 29 novembre 2017, ha accusato il regime di Pyongyang di “avvicinare il mondo alla guerra”.  

Tillerson, ex direttore esecutivo di Exxon Mobil, una delle principali compagnie petrolifere statunitensi, è stato nominato segretario di Stato da Trump il primo febbraio 2017, sostituendo John Kerry. La sua carica è stata vista un esperimento da molti fin dall’inizio, dal momento che, mai prima di quel momento, era stato nominato un segretario di Stato che non avesse alcuna esperienza governativa, politica o militare precedente.

Il 21 novembre 2017, alcuni ufficiali del Dipartimento di Stato hanno accusato Tillerson di aver violato una legge federale, avendo escluso il Myanmar, l’Iraq e l’Afghanistan dalla lista annuale dei Paesi che usano o finanziano i bambini soldato. L’essere su tale lista comporta il divieto di comprare armi dagli USA, perciò, avendo omesso quei tre Paesi in cui sono presenti i bambini soldato, permetterà ai loro governi di acquisire equipaggiamento militare americano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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