Yemen: scontri tra gli Houthi e le milizie di Saleh

Pubblicato il 30 novembre 2017 alle 19:08 in Medio Oriente Yemen

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Quattordici persone sono morte negli scontri tra i ribelli Houthi e le milizie fedeli al presidente destituito, Ali Abdullah Saleh.

Mercoledì 29 novembre 2017, si sono verificati scontri vicino alla moschea centrale di Sanaa, dopo che gli Houthi avevano cercato di impadronirsene, prima delle celebrazioni per la nascita del profeta Maometto, che, quest’anno, si celebrano giovedì 30 novembre. Le guardie dell’edificio sacro, fedeli a Saleh, avevano reagito all’assalto dei ribelli, ingaggiando con loro uno scontro a fuoco. La battaglia si sarebbe poi diffusa alle aree circostanti, sotto il controllo del presidente destituito. Il bilancio delle vittime sarebbe stato di 5 morti tra le fila dei sostenitori di Saleh e di 9 morti tra i ribelli.

In merito all’avvenimento, un ufficiale del Congresso generale del popolo, legato a Saleh, ha dichiarato: “Gli Houthi hanno provato a prendere il controllo della moschea in previsione del raduno di giovedì”.

Gli Houthi e le forze di Saleh sono alleati nella guerra civile siriana e combattono contro il presidente Rabbo Mansour Hadi, che era stato destituito il 22 gennaio 2015, con un colpo di stato, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.

Gli attriti tra le due parti della coalizione sono nati il 23 agosto 2017, quando i ribelli avevano descritto Saleh come “cattivo” dopo che il presidente destituito le aveva definite una “milizia”. In tale occasione, gli Houthi avevano accusato Saleh di tradimento.

Più recentemente, il 18 ottobre 2017, Congresso generale del popolo aveva accusato gli Houthi di “orchestrare una campagna” contro Saleh e di non voler continuare la loro partnership. Da parte loro, i ribelli hanno accusato il presidente destituito di aver rotto il patto con loro accettando fondi dal governo di Hadi.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che ha la propria base nella capitale Sana’a e che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, che hanno la propria base ad Aden. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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