Sud Sudan: milizia uccide 53 cittadini, Onu minaccia misure restrittive

Pubblicato il 29 novembre 2017 alle 19:03 in Africa Sud Sudan

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Una milizia tribale ha ucciso 43 persone nel villaggio di Duk Payel, nello Stato Jonglei, in Sud Sudan.

L’episodio fa parte di una serie di vendette tra il gruppo dei Murle e quello dei Dinka Bor, che le autorità locali non sono state ancora in grado di sedare. Il ministro dell’informazione, Jacob Akech Deng, ha reso noto che tra le 43 vittime c’erano 20 uomini, 22 donne e 1 bambino. La missione dell’Onu in Sud Sudan (UNIMISS) ha riferito a Reuters che sono stati inviati pattuglie di peace-keeper e osservatori dei diritti umani nell’area.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza nel 2011 dal Sudan. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è in corso una violenta guerra civile tra le milizie tribali e governative. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, il 10 novembre 2017, ha accusato il presidente sud-sudanese, Salva Kiir, di  bloccare i rifornimenti di cibo e l’assistenza umanitaria in determinate aree del Paese per colpire i propri cittadini. Mercoledì 29 novembre, gli Stati Uniti hanno minacciato di adottare misure restrittive nei confronti del governo di Kiir, se questo non si impegnerà a porre fine al conflitto civile che va ormai avanti da 4 anni. A tale proposito, l’ambasciatrice americana alle Nazioni unite, Nikki Reed, ha riferito che “le parole non sono più sufficienti”, e che Washington è pronto a mettere in atto misure contro gli individui responsabili della sofferenza dei cittadini del Paese africano.

Un nuovo report rilasciato dall’International Rescue Committee e dalla George Washington University’s Global Women’s Institute ha reso noto che il tasso della violenza sulle donne in Sud Sudan è il doppio rispetto a quello mondiale. Nel Paese africano, più del 65% delle ragazze intervistate per il documento ha affermato di essere stata vittima di abusi sessuali e di violenze fisiche.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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