Cuba al voto nel ricordo di Fidel

Pubblicato il 28 novembre 2017 alle 5:53 in America Latina Cuba

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Cuba ha commemorato sabato 25 novembre il leader della rivoluzione a un anno dalla scomparsa, con una serie di eventi di taglio più culturale che politico, culminati con una grande cerimonia all’Università dell’Avana, dove Castro iniziò la sua carriera di leader rivoluzionario.

Il giorno successivo oltre 8 milioni di cubani sono stati chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti municipali del Potere Popolare, ossia le amministrazioni comunali dell’isola. 

Saranno gli eletti di domenica ad eleggere, nelle prossime settimane, l’Asamblea Nacional del Poder Popular, il parlamento cubano che, a sua volta, il 24 febbraio prossimo, eleggerà il nuovo Presidente.

Invitando la popolazione a recarsi alle urne, in un paese dove nelle consultazioni indette dal regime l’affluenza è tradizionalmente superiore al 90%, il vicepresidente Miguel Díaz Canel ha assicurato di puntare sulla “transizione nella continuità” lanciata da Raúl Castro. “Non concepisco rotture – ha dichiarato l’uomo che, con ogni probabilità, il prossimo febbraio succederà all’anziano presidente – a Cuba ci sono sempre state persone pronte a difendere la Rivoluzione e ci saranno sempre, le sceglierà il popolo, saranno elette dal popolo”.

L’opposizione ha accusato il governo di aver impedito le candidature indipendenti a delegati municipali, previste dalla Costituzione del 1976. Se, infatti, il sistema cubano è monopartitico e non ammette altre liste all’infuori di quella del Partito comunista di Cuba (PCC), consente le candidature di personalità indipendenti nei comuni. 

Le elezioni erano inizialmente previste per lo scorso settembre, ma i danni causati dall’uragano Irma ha costretto ad un rinvio. La concomitanza di date con la commemorazione della morte di Fidel Castro ha consentito alle autorità isolane di insistere sulla validità del sistema eredità del Comandante e sull’importanza della continuità.

Dopo un biennio di apertura seguito al disgelo con Washington, Cuba attraversa una fase nuova, dovuta in parte alla chiusura e al rafforzamento dell’embargo voluto da Donald Trump, e in parte alla “sindrome della piazzaforte assediata”, mai del tutto scomparsa dall’immaginario del regime e rafforzata negli ultimi mesi dalla crisi che attraversa l’alleato Venezuela.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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