Yemen: primi aiuti alimentari dopo 3 settimane

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 20:51 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una nave che trasporta aiuti umanitari e rifornimenti alimentari è arrivata in Yemen, per la prima volta dopo 3 settimane.

Lunedì 27 novembre 2017, è arrivata nel porto yemenita di Saleef, situato sul mar Rosso, in un territorio controllato dai ribelli, la prima nave delle Nazioni Unite carica di rifornimenti alimentari, in particolare 25.000 tonnellate di grano. Secondo quanto riferito dalla portavoce del programma delle Nazioni Unite World Food Programme per il Medio Oriente e il Nord Africa, Abeer Etefa, la nave avrebbe dovuto attraccare nel porto yemenita domenica 26 novembre 2017, ma l’operazione non era riuscita a causa del forte vento.

Il porto di Saleef dista circa 70 km da quello di Hodeida, anch’esso situato sul mar Rosso e controllato dagli Houthi. Il porto di Hodeida è quello maggiormente utilizzato dalle Nazioni Uniti per portare aiuti umanitari nel Paese, dal momento che si trova vicino alla maggioranza della popolazione che si trova in difficoltà. Tuttavia, il 6 novembre 2017, la coalizione araba, a guida saudita, che combatte contro i ribelli in Yemen, aveva chiuso tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra al Paese, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. La decisione era stata presa dopo che, il giorno precedente, gli Houthi avevano lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale saudita. Il razzo non aveva causato alcun danno, poiché era stato immediatamente dirottato e ridotto in frammenti in una zona disabitata a est di Riad. Qualche giorno dopo, il 13 novembre 2017, l’Arabia Saudita aveva dichiarato che avrebbe riaperto gli aeroporti e i porti in Yemen, a causa della pressione delle organizzazioni umanitarie, che temevano che il blocco potesse condannare milioni di persone “a morire di fame”.

Il 16 novembre, di fronte al peggioramento della situazione umanitaria nel Paese, le Nazioni Unite avevano emesso un comunicato mirato a fare pressione alla coalizione araba affinché riaprisse gli accessi al Paese senza ulteriori indugi. In tale occasione, l’ONU aveva definito la situazione dello Yemen “la peggiore crisi nel mondo”, nella quale più di 20 milioni di persone, tra cui 11 milioni di bambini, hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti. Inoltre, almeno 14,8 milioni di persone non possono usufruire di cure di primo soccorso e si sospetta che vi siano più di 900.000 casi di colera.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che ha la propria base nella capitale Sana’a e che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, che hanno la propria base ad Aden. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.