Siria: strage di civili vicino a Deir Ezzor

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 19:03 in Medio Oriente Siria

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Cinquantatré civili, di cui 21 bambini, sono stati uccisi e 18 sono stati feriti in alcuni raid russi che hanno colpito un villaggio sotto il controllo dello Stato Islamico, situato sulla riva orientale del fiume Eufrate, nel governatorato di Deir Ezzor, nella Siria orientale.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, gli attacchi aerei avrebbero colpito alcuni edifici residenziali nel villaggio di Al-Shafah, che si trova ancora sotto il controllo dell’ISIS, domenica 26 novembre 2017.

Le forze russe sono entrate nel conflitto siriano il 30 settembre 2015, su richiesta del presidente siriano, Bashar Al-Assad, con l’obiettivo di sostenere le forze del regime nella lotta contro i ribelli.

Il territorio desertico a est del fiume Eufrate, tra cui il villaggio di Al-Shafah, è l’unica area siriana in cui sono ancora presenti i militanti dello Stato Islamico, dopo la liberazione di tutte le roccaforti dell’organizzazione, l’ultima delle quali, la città di Albu Kamal, era stata sottratta al controllo dell’ISIS il 19 novembre 2017 dalle forze del regime.

Oltre allo scontro contro i militanti dello Stato Islamico rimasti nel territorio, le forze del regime di Bashar Al-Assad, sostenute dai propri alleati, in particolare Iran, Russia e milizie sciite di Hezbollah, sono impegnate nella lotta contro le forze dell’opposizione siriana. Lunedì 27 novembre 2017, le forze del regime hanno bombardato un mercato popolare nella città di Douma, situata nel Ghouta orientale, causando la morte di 7 civili e il ferimento di decine di persone. Il giorno precedente, domenica 26 novembre 2017, alcuni raid aerei russi hanno colpito il territorio del Ghouta orientale, che si trova sotto il controllo dei ribelli siriani, causando la morte di 23 civili

La regione, che rappresenta una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, sta vivendo una grave crisi umanitaria. Qui, 350 mila civili si trovano in uno stato di assedio da parte delle forze del regime, dal dicembre 2012. Tra queste persone, costrette a morire di fame, più di 1 100 bambini soffrono di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sono ad alto rischio, stando ai dati dell’UNICEF. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano il territorio hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini.

L’area farebbe parte delle zone cuscinetto stabilite dal quinto round dei negoziati di Astana, che si era tenuto nella capitale del Kazakistan il 10 luglio 2017. Precedentemente, il 3 maggio 2017, durante la quarta sessione dei negoziati, Russia, Iran e Turchia avevano raggiunto un accordo in merito alla creazione di quattro zone cuscinetto in Siria, con l’obiettivo di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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