Seoul a Pyongyang: non violate nuovamente la tregua

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 13:49 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Sud ha messo in guardia la Corea del Nord, chiedendo alle autorità di Pyongyang di non violare nuovamente la tregua.

Il 22 novembre 2017, il Comando dell’Onu a guida americana in Corea del Sud ha accusato la Corea del Nord di aver violato l’armistizio del 1953. Secondo le Nazioni Unite, la violazione sarebbe avvenuta lo scorso 13 novembre, quando 3 soldati nordcoreani hanno oltrepassato i confini per inseguire un disertore che aveva tentato la fuga verso la Corea del Sud. Sembra inoltre che i soldati nordcoreani abbiano aperto il fuoco oltre la linea di demarcazione. L’armistizio, firmato il 27 luglio 1953, sancì la fine della Guerra di Corea, senza vincitori o vinti, causando, nel corso dei 60 anni passati, continue tensioni nella penisola coreana. Nonostante non costituisca un trattato di pace, l’armistizio è l’unica cosa che impedisce la ripresa di un conflitto.

Il disertore, il cui nome non è stato rivelato dai media, ferito dal fuoco dei soldati nordcoreani, si torva ricoverato presso un ospedale in Corea del Sud. Il ministro della difesa sudcoreano, Song Young-moo, lunedì 27 novembre 2017, ha esortato il leader di Pyongyang, Kim Jong-un, a non violare nuovamente l’armistizio. L’avvertimento è stato emesso nel corso di una visita al confine tra i due Paesi, presso la Joint Security Area (JSA), presso il villaggio demilitarizzato di Panmunjom, che ha dato il nome all’armistizio del 1953.

Dall’altra parte, la Corea del Nord non ha commentato l’accaduto ma, secondo quanto riportato da Reuters, Pyongyang avrebbe sostituito le guardie al confine con la Corea del Sud, ordinando il rafforzamento dei controlli per impedire nuovi tentativi di defezioni.

L’accusa dell’Onu è arrivata ad un giorno di distanza dall’inserimento degli USA della Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo, al fine di aumentare la pressione su Pyongyang per l’interruzione dei programmi missilistico e nucleare. Per tutta risposta, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA WATCH, ha definito la mossa di Donald Trump “una provocazione e una violazione violenta della dignità” del Paese asiatico. La Corea del Nord era stata inserita nella lista una prima volta nel 1988, dopo che, nel 1987, alcuni agenti nordcoreani avevano messo una bomba su un jet sudcoreano, uccidendo 115 persone. Secondo quanto riferito da uno degli ufficiali che venne catturato vivo, l’attacco era stato ordinato da Kim Jong-in, padre di Kim Jong-un. Successivamente, nell’ottobre 2008, la Corea del Nord venne rimossa dalla lista dall’allora presidente George W. Bush, con l’intento di migliorare le relazioni tra i due Paesi e cercare di convincere il regime a sospendere il proprio programma nucleare. Ad avviso di KNCA WATCH, il programma nucleare e missilistico della Corea del Nord sarebbe “l’unico mezzo che il Paese possiede per fare da deterrente a un’invasione da parte degli Stati Uniti che, per più di mezzo secolo, hanno minacciato Pyongyang con il nucleare”.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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