Gentiloni incontra inviato Onu in Libia a Tunisi

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 15:07 in Immigrazione Italia

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Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha incontrato l’inviato dell’Onu in Libia, Ghassan Salamè, a Tunisi, domenica 26 novembre 2017.

Il viaggio di Gentiloni in Tunisia fa parte di un tour più ampio, iniziato il 24 novembre, che porterà il presidente in Angola e in Ghana, e in Costa d’Avorio, il 29 novembre. A Tunisi, Gentiloni ha rinnovato il sostegno dell’Italia agli sforzi dell’Onu per raggiungere un’unità politica in Libia, dove si terranno nuove elezioni entro il febbraio 2018. Come è noto, il Paese nordafricano, dal 2011, versa nel caos politico, economico e di sicurezza, che ha portato alla presenza di due governi, uno a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia, e uno a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto e Emirati Arabi Uniti. Con le prossime elezioni presidenziali, le Nazioni Unite sperano di unificare il panorama politico libico per riportare la stabilità nel Paese.

Riguardo alla condizione dei migranti nei centri di detenzione libici, Gentiloni ha chiesto l’accelerazione dell’intervento internazionale, al fine di migliorare la gestione degli stranieri in Libia. “Grazie all’iniziativa italiana, ora è possibile dialogare con le autorità libiche per avviare i rimpatri volontari e l’instaurazione di corridoi umanitari”, ha spiegato il presidente del Consiglio, lanciando altresì un appello alla UN Refugee Agency, all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e alle altre Ong affinché sfruttino l’apertura delle autorità libiche per aumentare i controlli nei campi profughi. Gentiloni ha riferito anche che “è necessario stabilizzare la Libia per fronteggiare al meglio l’imminente ritorno dei foreign fighters, alla luce della sconfitta militare dello Stato Islamico in Siria e in Iraq”. Come ha affermato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, lo scorso 23 novembre, “soltanto una Libia stabile potrà evitare che il Nord Africa diventi un porto sicuro per i 25-30mila foreign foghters, i quali costituiscono una grave minaccia non solo per l’Africa, ma anche per tutta l’Europa.

Prima di colloquiare con Salamè, Gentiloni ha incontrato i vertici governativi tunisini, con cui ha affrontato le questioni della sicurezza e dell’immigrazione. Dal momento che, con la diminuzione delle partenze dei migranti dalla Libia nel corso di mesi estivi, sono state attivate nuove tratte dalla Tunisia e dall’Algeria, Roma e Tunisi mirano a collaborare. Da una parte, la Tunisia vorrebbe che l’Italia aumentasse il sostegno economico, mentre dall’altra, Roma necessita del coordinamento con le autorità tunisine per fermare i nuovi flussi migratori verso le coste italiane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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