Corea del Nord: sottomarino nucleare USA in Corea del Sud

Pubblicato il 27 novembre 2017 alle 16:09 in Asia Corea del Nord

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“L’ingresso di un sottomarino nucleare americano nella base navale di Jeju non potrà mai essere consentito”, secondo quanto affermato dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA Watch.

Mercoledì 22 novembre 2017, un sottomarino nucleare della Marina militare americana “USS Mississippi” era giunto nella base navale di Jeju, situata nella costa meridionale dell’isola di Jeju, nella Corea del Sud, nel quadro dello schieramento americano nella regione indopacifica. Si tratterebbe della prima volta che una nave americana visita la base navale di Jeju, secondo quanto riferito dal comandante in capo della USS Mississippi, Eric J. Rozek, il quale ha affermato: “Siamo onorati di essere il primo sottomarino a visitare Jeju”.

Stando a quanto si legge in un comunicato ufficiale della Marina americana, la visita del sottomarino USS Mississippi nel porto di Jeju costituirebbe una “visita di routine” da parte di un’imbarcazione americana nella regione, mirata a sottolineare l’impegno delle forze statunitensi nel supportare la sicurezza e la stabilità della regione. In merito alla questione, il comandante della US Naval Forces Korea, Brad Cooper, ha dichiarato che la Marina americana e quella sudcoreana “condividono una partnership forte che viene continuamente rafforzata dalle interazioni di routine che migliorano e promuovono le relazioni” tra i due Paesi.

Da parte sua, domenica 26 novembre 2017, la Corea del Nord ha dichiarato che la visita del sottomarino americano non aiuterà a smorzare le tensioni nella penisola coreana, al contrario non farà altro che aumentare le contraddizioni e il conflitto nel nord est asiatico. In un comunicato emanato dal Measure Council for checking the building of Jeju naval base si legge che “l’isola di Jeju deve essere un’isola di pace, non un’isola per la preparazione della guerra”.

La visita del sottomarino nucleare americano nell’isola della Corea del Sud giunge il giorno successivo all’inserimento, da parte degli Stati uniti, della Corea del Nord all’interno della lista degli Stati sponsor del terrorismo, avvenuto il 21 novembre 2017. Pyongyang era già stato inserito nell’elenco nel 1988, per poi essere rimosso nel 2008. In merito alla questione, il portavoce della diplomazia di Pyongyang aveva definito il gesto degli Stati una seria provocazione e una grave violazione della dignità del Paese, oltre a una scusa per imporre ulteriori sanzioni economiche al Paese.

Recentemente, l’11 novembre 2017, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno svolto esercitazioni militari congiunte, al fine di potenziare la strategia di deterrenza per affrontare le minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord. In merito ai contrasti tra Washington e Pyongyang, Seoul propende per una soluzione pacifica, temendo che un attacco americano contro la Corea del Nord possa avere come conseguenza alcune rappresaglie di quest’ultima nei confronti della Corea del Sud. In questo senso, un’esponente del partito democratico della Corea del Sud, Choo Mi-ae, ha dichiarato, mercoledì 15 novembre 2017, che il presidente americano non deve “in nessun caso” intraprendere azioni militari contro la Corea del Nord senza il consenso del governo di Seoul e ha aggiunto: “Il presidente Trump spesso sottolinea che ha messo tute le opzioni sul tavolo. Vogliamo assicurarci che l’opzione di un’altra guerra non sia sul tavolo. In nessun caso gli Stati uniti devono ricorrere all’opzione militare senza il consenso della Corea del Sud. Dobbiamo cercare una soluzione pacifica della questione ricorrendo in qualsiasi modo possibile”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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