Siria: stretta del governo contro i ribelli, almeno 23 vittime

Pubblicato il 26 novembre 2017 alle 15:04 in Medio Oriente Siria

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Il rinnovato sforzo del governo siriano e delle potenze alleate per riprendere ai ribelli l’ultima grande roccaforte vicino Damasco ha fatto almeno 23 vittime e molti feriti, ha riferito l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani.

L’Osservatorio ha reso noto che da quando, all’inizio di novembre 2017, l’esercito siriano spalleggiato dai jet russi ha iniziato un’offensiva volta a riprendere il controllo dell’area occupata dai ribelli nel Ghouta Orientale, tra bombardamenti e raid aerei sono state uccisi almeno 127 persone, tra cui 30 bambini. La regione del Ghouta Orientale, l’oasi che circonda la capitale Damasco, è una delle numerose zone dette di ‘de-escalation’ (distensione della situazione bellica) della Siria occidentale, dove la Russia ha negoziato accordi per attenuare i combattimenti tra i ribelli e il governo del presidente Bashar al-Assad. Un testimone ha riferito all’agenzia di stampa Reuters di aver visto droni nel cielo dalla mattina di domenica 26 novembre 2017, e che aerei da guerra hanno pesantemente bombardato le città di Mesraba e Harasta. Un forte bombardamento ha poi colpito il Ghouta Orientale, causando decine di feriti.

Le forze di Assad assediano la regione dal 2012 e la zona, che risente della protratta situazione bellica, sta soffrendo una crisi umanitaria. I cittadini che popolano la regione di Ghouta Orientale soffrono una penuria di cibo grave al punto che molti si nutrono di immondizia, svengono dalla fame e impongono i figli a mangiare a giorni alterni. A riferirlo è stato il Programma Alimentare Mondiale dell’ONU a metà novembre 2017.

Il consiglio locale del Ghouta Orientale e della Campagna di Damasco ha recentemente affermato che i crescenti bombardamenti stanno costringendo le persone a cercare rifugio in luoghi inadatti e non igienici che potrebbero portare allo scoppio di malattie ed epidemie. Nelle due settimane precedenti, alcune bombe lanciare dalle roccaforti dei ribelli hanno colpito Damasco, che è in mano al governo.

La guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011 e in corso da ormai da oltre sei anni, ha provocato centinaia di migliaia di morti e spinto milioni di persone a fuggire dal Paese in quella si sta dimostrando la peggiore crisi di rifugiati al mondo dopo quella causata dalla seconda guerra mondiale.

L’inizio dei negoziati di pace incoraggiati dalle Nazioni Unite è previsti per il 28 novembre 2017. Numerosi tentativi di accordi precedenti non sono andati in porto, non riuscendo né a garantire una transazione politica per la Siria né un modo di fermare le violenze nel Paese. Yahya Aridi, portavoce dell’opposizione siriana per la delegazione di Ginevra, domenica 26 novembre ha affermato che è giunto il momento per il governo siriano e l’opposizione di “sedersi al tavolo dei negoziati e iniziare a discutere sulla transizione da dittatura a libertà”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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