Iran all’Europa: incrementeremo gittata dei missili se ‘minacciati’

Pubblicato il 26 novembre 2017 alle 12:18 in Iran Medio Oriente

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Il vice capo delle Guardie della Rivoluzione iraniane mette in guardia l’Europa: se Teheran sarà minacciata, l’Iran incrementerà la gittata dei suoi missili a oltre 2mila chilometri.

La Francia ha evidenziato l’impellenza di un dialogo “senza compromessi” con l’Iran riguardo il programma missilistico del Paese mediorientale e l’eventualità di un possibile negoziato sul tema separatamente dall’accordo sul nucleare che nel 2015 Teheran ha concluso con le potenze mondiali. L’Iran ha ripetuto a più riprese che il suo programma missilistico è a scopo difensivo e non è negoziabile.

“Se abbiamo mantenuto la gittata dei nostri missili al di sotto dei 2mila chilometri, non è stato per via di un deficit tecnologico. …Ci stiamo attenendo a una dottrina strategica”, avrebbe affermato il generale di brigata Hossein Salami sabato 25 novembre secondo l’agenzia di stampa Fars. “Finora non abbiamo percepito l’Europa come una minaccia, perciò non abbiamo incrementato la gittata dei nostri missili. Ma se l’Europa vuole diventare una minaccia, allora noi incrementeremo la gittata dei nostri missili”, ha aggiunto il generale iraniano.

Il capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane, il maggior generale Mohammad Ali Jafari, lo scorso ottobre ha affermato che la gittata missilistica del Paese, di 2mila chilometri, è già sufficiente a raggiungere “gran parte delle forze e degli interessi americani” nella regione, quindi l’Iran non necessiterebbe di un’ulteriore incremento di tale gittata. Jafari ha affermato che la gittata dei missili balistici iraniani è stata basata sui limiti decisi dalla Guida Suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, che è anche a capo delle forze armate iraniane. L’Iran ha sviluppato uno dei più importanti programmi missilistici dell’area mediorientale, e alcuni dei suoi missili con guida di precisione hanno una gittata in grado di colpire Israele.

Nel corrente mese di novembre gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di rifornire i ribelli Huthi in Yemen con un missile che è stato poi lanciato verso l’Arabia Saudita a luglio e hanno fatto appello all’ONU affinché Teheran sia ritenuta responsabile di aver violato due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’Iran ha negato di aver rifornito gli Huthi di missili e altro arsenale bellico.

“Lo Yemen è in [una situazione di] blocco totale. Come avremmo potuto dar loro dei missili?”, ha affermato Salami, stando a quanto ha riportato l’agenzia di stampa Fars. “Se l’Iran potesse inviare un missile allo Yemen, ciò mostrerebbe l’incapacità della coalizione saudita. Ma non abbiamo fornito loro alcun missile”. Salami ha affermato che gli Huthi sono riusciti ad incrementare la gittata e la precisione dei loro missili grazie a un “passo avanti scientifico”.

Jafari, comandante del Corpo iraniano delle Guardie della Rivoluzione, giovedì 23 novembre ha affermato che l’Iran fornisce agli Huthi esclusivamente assistenza “consultiva e spirituale”. L’Iran ha a lungo negato di aver inviato combattenti in Siria in sostegno del presidente Bashar al-Assad nella battaglia contro i ribelli, e ha sempre sostenuto che la presenza sul luogo delle Guardie della Rivoluzione iraniane fosse di natura prettamente consultoria. In quella che è apparsa come una correzione dei commenti di Jafari, sabato 25 novembre il generale di brigata Salami ha affermato che l’appoggio dell’Iran agli Huthi è stato “politico e spirituale”.

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni unilaterali all’Iran, sostenendo che i suoi test missilistici hanno violato una risoluzione ONU che vietava a Teheran di intraprendere attività connesse a missili in grado di trasportare armi nucleari.

Gli Stati Uniti sostengono che il programma missilistico iraniano sia una aperta violazione delle leggi internazionali poiché in futuro i missili potrebbero essere dotati di testate nucleari. L’Iran respinge l’accusa negando di aver cercato di munirsi di armi nucleari e afferma che il suo programma nucleari è inteso esclusivamente per usi civili.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, noto anche con l’espressione Guardiani della rivoluzione o, dal persiano, pasdaran, è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. I pasdaran sono una milizia connotata ideologicamente da una profonda fede verso l’ayatollah Khamenei, attuale Guida Suprema dell’Iran, ex presidente iraniano e massimo esponente del clero sciita.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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