Libia: almeno 31 migranti morti in mare

Pubblicato il 25 novembre 2017 alle 17:20 in Immigrazione Libia

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Il naufragio di un gommone della speranza diretto in Italia ha provocato l’annegamento di 31 migranti a largo della Libia.

Sono almeno 31 le vittime del naufragio avvenuto sabato 25 novembre 2017 dopo che l’imbarcazione su cui tentavano l’attraversamento dei confini per mare è affondata a largo delle coste occidentali della Libia. In base a quanto riportato da alcuni membri della Guardia Costiera, sono invece circa 200 i superstiti salvati dall’annegamento, i quali saranno al più presto condotti al porto di Tripoli. I migranti erano ripartiti su due imbarcazioni di fortuna e si trovavano nelle acque a largo della costa libica vicino a Garabulli, a est di Tripoli. Quando è arrivata sul posto la Guardia Costiera uno dei due gommoni era già affondato, ha affermato Abu Ajala Amer Abdelbari, un comandante del Corpo delle Capitanerie di Porto libico.

“L’imbarcazione era affondata e loro erano dispersi in mare, stavano tentando di nuotare in direzione della costa”, ha spiegato Abdelbari. “C’erano circa 60 persone che siamo riusciti a salvare perché si tenevano aggrappate a quanto rimaneva della barca”. Oltre a loro, altri 140 migranti circa sono stati recuperati da una seconda imbarcazione del guardacoste, ha riferito il comandante. I corpi delle vittime, tra cui molti bambini, sono stati consegnati alla base navale di Tripoli, da dove sono stati riportati sulla terraferma chiusi in sacchi di plastica bianchi.

La Libia è il principale punto di partenza della maggior parte dei migranti africani che cercano di arrivare in Europa. In genere gli scafisti li stipano dentro fragili e inadatti gommoni che molto spesso si bucano, si rompono o affondano durante la traversata. Gran parte dei migranti vengono salvati da imbarcazioni internazionali e portati in Italia, dove sono oltre 115,000 le persone approdate dall’inizio del 2017. Nell’ultimo periodo, però, un crescente numero di migranti viene intercettato dalla guardia costiera libica in parte finanziata da fondi europei e viene poi fatta rientrare nel Paese nordafricano.

Dal mese di luglio si è verificato un forte calo degli attraversamenti marittimi, sebbene questa settimana si sia registrato un rinnovato picco di partenze. Quest’anno il numero di migranti di cui si è potuta appurare la morte o la scomparsa in seguito al tentativo di attraversare il mare per sbarcare sulle coste europee equivale a 3mila; la maggior parte di loro nel tratto che interessa la Libia e l’Italia. Venerdì 2 novembre, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha affermato che dal 2000 il mar Mediterraneo è stato “finora il confine mondiale più mortale” per i migranti.

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) è stata fondata nel 1951. La sede principale è a Ginevra, ma vari uffici locali sono presenti in oltre cento Paesi. Attualmente gli Stati membri sono 165. Da settembre 2016 l’OIM è un’agenzia collegata delle Nazioni Unite. L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’OIM.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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