Siria: l’opposizione unita in vista dei negoziati di Ginevra

Pubblicato il 24 novembre 2017 alle 18:08 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’opposizione siriana ha annunciato di aver trovato un accordo in merito alla creazione di una delegazione unica che partecipi al prossimo round dei negoziati di Ginevra, che si svolgerà martedì 28 novembre 2017.

In un comunicato ufficiale, emanato nella mattinata di venerdì 24 novembre 2017, l’opposizione ha annunciato il raggiungimento di una posizione comune in vista dei negoziati di Ginevra del 28 novembre 2017. L’accordo è stato raggiunto in occasione della riunione tra le varie fazioni, che si è svolto a Riad tra il 22 e il 24 novembre 2017. Durante la sessione di dialogo, l’opposizione ha altresì concordato in merito alla creazione di una delegazione che rappresenterà le varie fazione durante il prossimo round dei negoziati di Ginevra. I nomi dei 50 rappresentanti che parteciperanno all’incontro verranno decisi venerdì 24 novembre 2017.

I negoziati di Ginevra sono incontri tra il governo siriano e l’opposizione, che si svolgono sotto l’egida delle Nazioni Unite, mirati a trovare una soluzione politica alla guerra civile siriana. Fino a questo momento, l’opposizione siriana era talmente divisa al suo interno da non riuscire a presentarsi come un fronte compatto, in grado di costituire un’alternativa concreta al regime siriano.

Il giorno precedente all’annuncio, giovedì 23 novembre, i gruppi dell’opposizione siriana avevano chiesto le dimissioni del presidente Bashar Al-Assad, come condizione per la creazione di uno Stato siriano dopo la fine della guerra civile.

La guerra civile siriana è iniziata il 15 marzo 2011 e ha causato la morte di 400 mila siriani, oltre allo sfollamento di 6,3 milioni di siriani e all’emigrazione di altri 5 milioni, secondo i dati riportati dalle Nazioni Unite. Il presidente siriano, Bashar Al-Assad, governa la Siria dal 17 luglio 2000, dopo essere subentrato al posto del padre, Hafez Al-Assad. Al momento, sembrerebbe che il conflitto siriano si stia risolvendo in favore di Al-Assad, che, grazie al sostegno dei suoi alleati, in particolare Russia, Iran e milizie sciite di Hezbollah, starebbe consolidando il proprio potere nei territori sottratti al controllo dell’opposizione.

L’opposizione siriana è divisa al suo interno in numerosi gruppi. I principali sono la Coalizione nazionale siriana delle forze dell’opposizione e della rivoluzione, che mira a rovesciare il regime di Al-Assad, formando un organo di governo transitorio in Siria, il Comitato nazionale di coordinazione delle forze di cambio democratico, che sostiene una transizione pacifica e la possibilità di intraprendere un dialogo con il regime siriano, il Consiglio nazionale siriano, un’autorità politica in esilio con sede a Istanbul, che è a favore del rovesciamento del regime e della creazione di uno Stato basato sui principi democratici, il Syrian Democratic Council, l’ala politica delle Syrian Democratic Forces (SDF), l’alleanza multi-etnica che combatte in Siria, in particolare contro lo Stato Islamico, e i gruppi militanti jihadisti, di ideologia salafita, quali Jaysh Al-Islam e Ahrar Al-Sham.

In Siria, infine, è molto attivo il gruppo Hayat Tahrir Al-Sham, il ramo siriano di Al-Qaeda,  che mira a diventare un’alternativa meno estremista all’interno dell’universo jihadista siriano e a divenire una forza legittima e indipendente all’interno della guerra civile, capace di porsi a capo della lotta contro il regime siriano. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.