Minniti: unità della comunità internazionale per contrastare i foreign fighters

Pubblicato il 24 novembre 2017 alle 19:11 in Europa Italia

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La lotta contro il terrorismo e i foreign fighters è stata l’oggetto del seminario del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM) dell’Assemblea parlamentare della Nato, tenutosi il 23 novembre 2017 alla Camera dei Deputati.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, presente all’incontro, ha affermato che contro l’ISIS servono tre risposte congiunte: una sul terreno militare, una su quello dell’intelligence e una su quello della politica. A suo avviso, ciò è fondamentale perchè, nonostante le sconfitte in Medio Oriente, la minaccia del gruppo terroristico è ancora imminente.

Lo scorso 9 luglio l’esercito iracheno, con il sostegno della coalizione internazionale a guida americana, ha liberato Mosul, la principale roccaforte dello Stato Islamico in Iraq. Successivamente, il 17 ottobre, le Syrian Democratic Forces, sempre con il sostegno delle forze a guida americana, hanno liberato Raqqa, in Siria. Il 17 novembre 2017, è stata liberata la città di Rawa, l’ultima roccaforte dello Stato Islamico in Iraq e, il 19, le forze del regime siriano, sostenute dai propri alleati, hanno liberato Albu Kamal, l’ultimo grande centro urbano controllato dall’ISIS. La conquista delle due città hanno costituito la definitiva sconfitta dell’organizzazione nei territori dei due Paesi mediorientali.

Alla luce della disfatta militare, Minniti teme un “possibile rigurgito di terrorismo” dovuto al probabile rientro, verso soprattutto l’Europa e il Nord Africa, dei foreign fighters sopravvissuti. Il ministro ha sottolineato che “le stesse Mosul e Raqqa sono miniere di informazioni sui foreign fighters”, motivo per cui è necessaria un’immediata collaborazione a livello internazionale. Lo scambio di informazioni è una pratica fondamentale per prevenire futuri attacchi terroristici, ha spiegato Minniti, aggiungendo che, nella situazione attuale, l’ISIS potrebbe sfruttare i combattenti stranieri di ritorno nei Paesi di origine per compiere azioni per attestare la sua sopravvivenza. Il rientro dei militanti, secondo il ministro, non deve essere tuttavia considerato come una “ritirata strategica”, ma piuttosto come una vera e propria diaspora individuale. I foreign fighters che torneranno in Nord Africa e in Europa sono una minaccia da non sottovalutare e che potrà essere neutralizzata soprattutto attraverso le attività di intelligence.

Dal momento che c’è il rischio che i combattenti si mischino ai flussi migratori diretti verso gli Stati dell’Unione Europea, Minniti ha posto due grandi questioni che, a suo avviso, costituiscono un imperativo categorico sia per la NATO, sia per l’intera comunità internazionale.

La prima questione riguarda lo scacchiere dell’Africa settentrionale e, nello specifico, la Libia, i cui confini meridionali sono ormai considerati i confini meridionali dell’Europa stessa. La seconda questione è quella dei Balcani, i quali sono costituiscono un terreno fertile per l’avvio dei processi di radicalizzazione e per l’attività dei cosiddetti “lupi solitari”. La presenza di “piccoli gruppi che si auto-attivano senza un comando”, ha riferito Minniti, sta facendo crescere la minaccia di un “terrorismo a prevedibilità zero”. In tale situazione, il ministro italiano sostiene che il web, luogo di radicalizzazione di eccellenza degli ultimi anni, giocherà un ruolo chiave introducendo nuove regolamentazioni e controlli da stabilire con i grandi provider. A tale proposito, alla riunione del G7 a Ischia, il 19-20 ottobre 2017, hanno partecipato ai meeting i capi di Google, Microsoft, Facebook e Twitter, per affrontare la questione della lotta al terrorismo online.

Nelle conclusioni, Minniti ha ribadito che l’unione della comunità internazionale è indispensabile per sconfiggere definitivamente la sfida con l’ISIS, poiché soltanto attraverso tre risposte congiunte in ambito militare, di intelligence e politico, sarà possibile “costruire un futuro migliore”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

 

di Redazione

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