Tajani: piano per chiudere la rotta centrale del Mediterraneo

Pubblicato il 23 novembre 2017 alle 15:13 in Europa Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea dovrebbe mettere in atto un piano per chiudere la rotta centrale del Mediterraneo, al fine di favorire la stabilità e la lotta al terrorismo.

È quanto affermato dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel corso della conferenza di alto livello UE-Africa, mercoledì 22 novembre 2017. All’evento hanno partecipato i leader politici africani, i rappresentanti dell’Unione Africana e anche diversi funzionari delle Nazioni Unite. Tajani, nello specifico, ha proposto la creazione di un Piano Marshall per i Paesi dell’Africa, il quale consisterebbe nell’adozione di una strategia che stanzi 40 miliardi di euro per fare crescere economicamente i territori africani, coinvolgendo il mondo imprenditoriale. Il tutto, inoltre, dovrebbe svolgersi sotto la guida delle Nazioni Unite. “Questi fondi dovrebbero essere spesi in Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Niger, Ciad e Mali. Non possiamo stare a guardare i flussi migratori fuori controllo, le numerose morti in mare e nel deserto, i traffici di esseri umani e la disperazione delle famiglie di migranti senza fare niente”, ha spiegato Tajani. A suo avviso, uno dei primi passi dovrebbe riguardare il miglioramento dei controlli delle frontiere di questi Paesi, insieme ad una gestione più efficiente delle richieste di asilo dei meccanismi di riparazione. A tale riguardo, la riforma del Sistema di Dublino costituisce un importante passo avanti, poiché introdurrà un sistema distribuzione prestabilito, in base al quale i Paesi di primo approdo non saranno più automaticamente responsabili dei richiedenti asilo, ma l’assegnazione della responsabilità sarà basata su “legami genuini” tra il singolo migrante e uno degli Stati membri.

Secondo il presidente dell’europarlamento, sarebbe altresì necessario che FRONTEX e la nuova Guardia Costiera europea stanziassero fondi maggiori per mettere in atto missioni più complete ed efficaci. In vista del summit di Abidjan, in Costa d’Avorio, che si terrà il prossimo 29 e 30 novembre, Tajani ha rilanciato le relazioni tra i leader dell’UE e dell’Africa. “Vorrei che l’incontro della prossima settimana fosse diverso da quelli precedenti, dovrà portare a risultati concreti, attraverso l’azione di un piano di azione preciso”, ha affermato il presidente del Parlamento europeo, aggiungendo che, a suo avviso, per troppi anni l’UE non ha rivolto le attenzioni necessarie al continente africano per curarsi di altre emergenze, non riuscendo quindi a riconoscere che l’Europa ha un interesse profondamente strategico nei Paesi africani. “I nostri legami vanno al di là della vicinanza geografica, abbiamo interessi comuni e ci troviamo ad affrontare le stesse sfide”, ha concluso Tajani.

Durante l’evento, l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, è intervenuta affermando che l’obiettivo dell’Unione è la chiusura dei centri di detenzione libici. Lo scorso 14 novembre, l’Onu si era scagliata contro l’Europa e l’Italia, definendo i loro rapporti con la Libia in materia di immigrazione “disumani”. In particolare, l’Alto Rappresentante dei diritti umani dell’Onu, Zeid Ra’ad Al Hussein, aveva riferito che la politica dell’UE di assistere la Guardia Costiera libica per intercettare i migranti in mare e riportarli nel Paese nordafricano, dove gli individui sono condannati alla sofferenza, è un oltraggio alla coscienza umana. “Non possiamo ignorare ciò che accade ai migranti in Libia, l’Unione, da molto tempo, sta cercando di intervenire per eliminare i traffici illegali e smantellare le reti criminali”, ha riferito la Mogherini, aggiungendo che i leader europei hanno l’obbligo morale di fare qualcosa. Entro la fine dell’anno, l’UE prevede la chiusura della maggior parte dei centri di detenzione libici e il rimpatrio di almeno 15,000 stranieri.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 19 novembre 2017, sono giunti in Europa via mare 160,067 migranti, la maggior parte dei quali è approdata in Italia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.