Diamo la parola alla Corea del Nord: gli Usa ci provocano!

Pubblicato il 23 novembre 2017 alle 21:19 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ritiene che il suo inserimento nella lista degli Stati sponsor del terrorismo da parte degli Stati Uniti sia una seria provocazione e una grave violazione della dignità del Paese, secondo quanto riferito dal portavoce della diplomazia di Pyongyang.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 21 novembre ha re-inserito la Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pyongyang ha affermato che questa è una violenta provocazione e ha ricordato che non è la prima volta che ciò succede. Gli Usa – che hanno creato la lista degli Stati sponsor del terrorismo nel 1979 – avevano inserito la Corea del Nord nel 1988, per poi eliminarla nel 2008.

Il diplomatico nordcoreano ha ricordato che gli Usa hanno eliminato dalla lista l’Iraq e la Libia perché “si sono piegati alla pressione americana”, così come Cuba che è stata cancellata nel tentativo di normalizzare le relazioni bilaterali. Questo, secondo la Corea del Nord, dimostra che l’etichetta di “Stato sponsor del terrorismo” rappresenta soltanto uno strumento “nello stile autoritario americano che può essere applicato o rimosso di volta in volta per assecondare gli interessi statunitensi”.

Gli Stati Uniti, scrive l’agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang, sono un Paese che “appoggia ogni tipo di terrorismo e non riescono a prevenirlo sul loro stesso suolo nazionale”, nonostante ciò, agli occhi della diplomazia della Corea del Nord, Washington “si erge a giudice internazionale sul terrorismo” applicando e togliendo l’etichetta di “sponsor del terrorismo” ad altri Stati sovrani. “Si tratta di una assurda presa in giro nei confronti della pace e della sicurezza mondiale”, afferma il giornale di Partito di Pyongyang.

Le dichiarazioni dell’agenzia di stampa ufficiale del regime di Kim Jong-un proseguono affermando che il governo nordcoreano si oppone fermamente a ogni forma di terrorismo e a ogni forma di sponsorizzazione dello stesso. “Per questo la Corea del Nord intende essere fedele ai suoi doveri di fronte alla comunità internazionale, agendo come una potenza nucleare responsabile”.

L’editoriale prosegue ribadendo che il programma nucleare e missilistico della Corea del Nord è il solo mezzo che il Paese possiede per fare da deterrente a un’invasione da parte degli Stati Uniti che “per più di mezzo secolo ci hanno minacciati con il nucleare”. Se gli Usa continuano la loro politica ostile nei confronti di Pyongyang, “la nostra deterrenza si rafforzerà sempre di più”.

L’inserimento di Pyongyang nella lista degli Stati sponsor del terrorismo è, secondo la Corea del Nord, una scusa degli Stati Uniti per imporre ulteriori sanzioni sulla loro economia. “Nessuna sanzione, nessuna pressione può piegare la resilienza e la volontà di svilupparsi autonomamente del nostro popolo che ruota intorno al suo leader”, continua l’editoriale.
Il regime nordcoreano reputa contraddittorio l’atteggiamento degli Stati Uniti i quali, da un lato, parlano di “soluzioni pacifiche” per la tensione sulla penisola, mentre dall’altro “portano avanti provocazioni definendoci Stato sponsor del terrorismo”. Questo tipo di contraddizione spinge la Corea del Nord a credere di essere nel giusto sulla strada che prevede, da un lato, il rafforzamento dell’economia e dall’altro la creazione di un programma nucleare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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