Ambasciata italiana a Tripoli: rilasciati circa 9,000 visti dal marzo 2017

Pubblicato il 23 novembre 2017 alle 9:52 in Italia Libia

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L’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, ha reso noto che l’ambasciata italiana è l’unica ad essere riaperta a Tripoli, nonostante le gravi condizioni di insicurezza in cui versa il Paese nordafricano. “L’Italia è l’unico Stato a rilasciare visti in Libia. Lo facciamo sia a Tobruk, sia in Cirenaica, sia nell’area di Tripoli”, ha riferito l’ambasciatore, puntualizzando che l’emissione dei documenti di viaggio fa parte di un’infinita altra serie di attività che svolge la rappresentanza italiana a Tripoli.

Secondo quando riferito da Perrone, dal primo marzo 2017 ad oggi, l’Italia avrebbe rilasciato 8,000 o 9,000 visti. L’obiettivo, a suo avviso, sarebbe quello di accrescere la presenza italiana in Libia, sia per sostenere un’unificazione politica, sia per assistere la popolazione, per permettere ai cittadini di non rimanere isolati e viaggiare.

Il 9 gennaio 2017, il Ministero degli Affari Esteri ha annunciato la riapertura, a distanza di due anni, dell’ambasciata italiana a Tripoli, “una mossa volta a dimostrare un importante segnale di amicizia verso tutto il popolo libico, ma anche un segnale di fiducia nel processo di stabilizzazione del Paese”. Nel comunicato del ministero si legge altresì che l’Italia avrebbe collaborato con la Libia per raggiungere risultati concreti per contrastare l’immigrazione illegale e il traffico di esseri umani.

A partire dalla visita di Paolo Gentiloni a Tripoli, il 12 aprile 2016, quando era ministro degli Affari Esteri, l’Italia è stata tra i principali Stati ad aver supportato il premier libico Fayez Serraj e, concentrando tutte le proprie forze nel cercare di creare condizioni favorevoli al dialogo tra il governo di Tripoli e il governo rivale di Tobruk, attraverso la dirigenza del generale Paolo Serra e del consigliere alle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler. Il viaggio di Gentiloni costituì la prima visita di un rappresentante di un governo straniero in nella capitale libica dopo l’insediamento del Governo di Accordo Nazionale (GNA), nel marzo dello stesso anno, e anche la prima visita di un ufficiale occidentale nel Paese nordafricano dal 2014.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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