Pyongyang sponsor del terrorismo: le reazioni dell’Asia

Pubblicato il 21 novembre 2017 alle 21:06 in Asia Corea del Nord

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La Cina ha chiesto un impegno maggiore per risolvere la crisi nucleare in Corea del Nord attraverso il dialogo, dopo che gli Stati Uniti hanno inserito Pyongyang nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. Il Giappone ha apprezzato la decisione di Washington, mentre la Corea del Sud ha mantenuto un approccio meno ottimista.

La Cina negli ultimi mesi ha chiesto molte volte il ritorno ai negoziati a sei parti per permettere l’allentamento delle tensioni sulla penisola coreana, spingendo per la realizzazione della sua “ricetta” del doppio stop. Il doppio stop prevede da un lato la fine dei test nucleari e missilistici di Pyongyang e dall’altro la fine delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti. L’annuncio, lunedì 20 novembre, del presidente Donald Trump in merito all’avvenuto inserimento della Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo ha portato la Cina a chiedere nuovamente a tutte le parti coinvolte di non esasperare ulteriormente la tensione. “Speriamo ancora che tutte le parti possano contribuire ad alleviare le tensioni e favorire il ritorno ai negoziati”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang.

Il presidente Usa, Donald Trump, oltre ad annunciare l’inserimento di Pyongyang nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo ha anche annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni unilaterali del Tesoro americano, come quelle che in passato sono state applicate alla Siria e all’Iraq, dopo il loro inserimento nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. Il Segretario di Stato, Rex Tillerson, ha affermato che le sanzioni internazionali e la diplomazia possono essere sufficienti per mettere sotto pressione la Corea del Nord e il suo leader Kim Jong-un per portarlo verso il disarmo nucleare.

La Corea del Nord non ha ancora reagito in modo ufficiale alle dichiarazioni di Donald Trump, mentre il Giappone ha affermato che “accoglie con favore e sostiene” la decisione di Washington. La notizia ha ricevuto un’accoglienza meno calorosa in Corea del Sud. Il Ministro degli Esteri ha affermato che la misura degli Stati Uniti è stata “parte dell’impegno comune della comunità internazionale di riportare la Corea del Nord verso la via della denuclearizzazione attraverso forti sanzioni e pressione”.

L’inserimento della Corea del Nord nella lista degli Stati sponsor del terrorismo probabilmente verrà considerato come una vera e propria dichiarazione di guerra da parte di Pyongyang, secondo il prof. Yang Moo-Jin della Univerisity for North Korean Studies di Seoul. Secondo l’esperto di questione nordcoreana, il regime di Kim Jong-un potrebbe ora riprendere i test per arrivare al lancio di un missile balistico intercontinentale nel prossimo futuro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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