Presidente del Sudan in visita ufficiale in Russia

Pubblicato il 21 novembre 2017 alle 6:01 in Russia Sudan

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Il presidente del Sud Sudan, Omar al-Bashir, è atteso in visita ufficiale Russia, martedì 21 novembre 2017. Si tratta del primo viaggio dopo lungo tempo di un leader del Paese africano a Mosca. Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, Bashir incontrerà diversi ufficiali russi, anche se non è chiaro se colloquierà o meno con il presidente Vladimir Putin.

Nonostante le accuse della Corte penale internazionale di aver commesso crimini contro l’umanità nell’area del Darfur, Bashir, in carica dall’ottobre 1993, continua a fare visite ufficiali in diversi Paesi, cercando di smentire le indiscrezioni contro di lui.

Dagli anni ’90, il Sudan è governato da un regime corrotto che porta avanti pratiche brutali contro i propri cittadini. Dopo aver concentrato tutto il potere nella capitale Karthoum, le aree circostanti sono state marginalizzate ed è stata attuata una violenta repressione contro i residenti non musulmani, soprattutto nella regione del Darfur e nel sud del Paese. Nel 2003, l’area tale area è stata interessata da un conflitto tra le minoranze etniche locali e i soldati di Bashir, che hanno lanciato una campagna militare che, secondo le stime dell’ONU, ha causato la morte di almeno 300,000 persone. Nonostante il governo di Khartoum sostenga che il conflitto sia terminato, l’area del Darfur continua a essere teatro di scontri.

La Russia e il Sudan hanno intrattenuto relazioni amichevoli per decenni, tranne che per un breve periodo di tempo negli anni ’70, per via di una disputa diplomatica con l’allora Unione Sovietica. A partire dal 2000, con l’ascesa di Putin, i rapporti tra i due Paesi sono stati rilanciati. Oltre a supportare fortemente l’integrità del Sudan e a essere contraria alla formazione di uno Stato del Darfur indipendente, la Russia costituisce il partner di investimenti del Sudan. Il Cremlino ha altresì definito Khartoum “uno degli alleati più importanti del continente africano”.

La visita di Bashir a Mosca avviene a un mese di distanza dalla sospensione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, in vigore dal 3 novembre 1997. La decisione della Casa Bianca è legata ai progressi effettuati dal Sudan nella lotta contro il terrorismo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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