Palestina: colloqui di riconciliazione al Cairo

Pubblicato il 21 novembre 2017 alle 11:29 in Medio Oriente Palestina

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I leader di 13 fazioni politiche palestinesi, tra cui Hamas e Al-Fatah, si sono riuniti al Cairo per discutere i prossimi passi per la realizzazione dell’accordo di riconciliazione nazionale.

Le consultazioni tra i rappresentanti dei diversi partiti sono iniziate martedì 21 novembre 2017 e dureranno 3 giorni. Tra i temi all’ordine del giorno vi sono la formazione di un nuovo governo di unità nazionale, le elezioni generali, la sicurezza e il futuro di Hamas.

In tale occasione, inoltre, le fazioni palestinesi dovrebbero firmare l’accordo del 4 maggio 2011, un accordo di riconciliazione, siglato da Hamas e Al-Fatah, che mirava a formare un governo ad interim che governasse nella Striscia di Gaza, in attesa delle successive elezioni. La riunione sarebbe stata organizzata su richiesta dell’Egitto che, durante l’ultimo incontro al Cairo, che si era tenuto il 12 ottobre 2017, aveva chiesto alle fazioni palestinesi di riunirsi nella capitale egiziana il 21 novembre 2017, al fine di sottoscrivere il patto del 2011.

Il 12 ottobre 2017, durante un incontro nella capitale egiziana, Hamas e Al-Fatah avevano raggiunto un accordo di riconciliazione. Il patto prevedeva che le due parti si impegnassero a “facilitare le misure per consentire al Governo di accordo nazionale di sorvegliare il proprio territorio palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a partire dal 1 dicembre 2017, di lavorare per porre fine a tutte le divisioni e di assumersi tutti i propri compiti e le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza”. L’accordo del 12 ottobre non è altro che l’implementazione del patto del 2011 tra Hamas e Al-Fatah, che non era mai entrato in vigore.

Un ulteriore passo verso la realizzazione dell’accordo di riconciliazione nazionale era stato compiuto il 1 novembre 2017, quando Hamas aveva ceduto il controllo dei confini tra la Striscia di Gaza, l’Egitto e Israele all’Autorità Palestinese.

Più recentemente, sabato 18 novembre 2017, il valico di Rafah era stato aperto sotto gli auspici dell’Autorità Palestinese, per la prima volta dal 2007. La frontiera internazionale che collega la Striscia di Gaza e l’Egitto, fino ad ora sotto il controllo di Hamas, era stata aperta per tre giorni, per motivi umanitari, permettendo il transito di persone con la cittadinanza egiziana.

Una questione particolarmente spinosa è il futuro di Hamas, con particolare riferimento alla sua ala militare. Hamas è considerato un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Inoltre, i rapporti tra Israele e Hamas sono molto tesi, a tal punto che, il 19 ottobre 2017, il Gabinetto di Sicurezza di Israele ha dichiarato che non avvierà negoziati diplomatici con un governo palestinese sostenuto da Hamas, a meno che l’organizzazione non decida di cambiare profondamente e di disarmarsi. Da parte sua, al contrario di Al-Fatah, Hamas non riconosce l’esistenza di Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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